Carlo Musa, ds dell'Avellino nell'anno della ripartenza dalla D, è stato intervistato da TuttoJuve in merito alla "scoperta" di Fabiano Parisi, che Musa portò proprio ad Avellino dando il via alla sua carriera con la promozione in C e il successivo salto all'Empoli. 

"E' un ragazzo che si è costruito da solo, ha sempre avuto tanta fame e voglia di crescere - ha detto Musa -. Fa piacere vederlo protagonista in Serie A, sono contento del livello che sta raggiungendo. Iniziò a giocare nel ruolo di terzino, si adattò fin da subito ad un calcio totalmente differente come quello del settore giovanile. Migliorò, tanto, senza mai volersi fermare, e in tempi piuttosto rapidi arrivò ad essere uno dei migliori under del campionato dilettantistico".

Sulla trattativa: "Mi arrivò una segnalazione da un amico fidato, Fabiano era reduce dal titolo vinto con la Vigor Perconti (società romana ndr) nella categoria 'Allievi Elite' e il suo provino con l'Ercolano in quei giorni non andò bene. Era il 18 agosto, l'Avellino non riuscì ad iscriversi e c'era poco tempo per costruire la rosa. Così ci attivammo subito per prenderlo. Si presentò con i suoi genitori, persone perbene, e la firma sul contratto arrivò di corsa l'ultimo giorno di mercato. Non avanzò nessun tipo di pretesa economica, per me questo fu un aspetto importante perché faceva già capire di voler solo giocare".

Ma il direttore non si sente artefice della sua carriera: "No, anche perché non è un pensiero che mi appartiene. Penso ci abbia messo parecchio del suo, è sempre stato un ragazzo voglioso di apprendere e molto umile. Ha incontrato qualche difficoltà nel passare dalla C alla B, ma ha trovato l'Empoli che lo ha aspettato e si è fidato delle sue qualità".

La Juve è tra i club che lo seguono: "La Juventus è uno dei top club a livello mondiale, credo che giocar lì sia un obiettivo di tutti i giocatori italiani. Oltre all'aspetto tecnico, di Fabiano colpisce la personalità e la grinta. E' un ragazzo che non si intimorisce a puntar l'uomo, anche in Serie A non ha mai disdegnato il dribbling nei confronti di giocatori importanti. Questa è una qualità che nel mercato di oggi è molto ricercata, perché spesso si tende solo a fare il compitino. E questo può compensare una mancanza fisica, muscolare e di centimetri, ma secondo me è più vicino alla scuola spagnola che a quella italiana".

Sezione: Ex biancoverdi / Data: Mar 20 giugno 2023 alle 11:29
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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