Riccio: "Difficile fare calcio in questa situazione societaria. Ma Capuano sa il fatto suo"

04.02.2020 14:43 di redazione TuttoAvellino Twitter:    Vedi letture
Riccio: "Difficile fare calcio in questa situazione societaria. Ma Capuano sa il fatto suo"

A Radio Punto Nuovo è intervenuto l'ex centrocampista dell'Avellino Vincenzo Riccio per parlare dell'attuale momento dei biancoverdi: "Faccio fatica a parlare di calcio in questo momento, questo momento delicato si sta prolungando da diversi anni, non è iniziato ora. Da troppi anni si parla di altro fuorchè di calcio, le problematiche dell'Avellino degli ultimi anni sono legate a discorsi societari. Sicuramente il periodo a livello generale è difficile, parlo dell'economia italiana in generale, e quindi gli imprenditori difficilmente si avvicinano al calcio. Oggi è difficile fare calcio vivendo alla giornata, si deve programmare, avere delle basi solide anche a livello economico. Con tutto il rispetto per i nuovi dirigenti, che già hanno problematiche tra di loro, conosco Martone con cui ho giocato, ma non capisco come si possa fare calcio in queste condizioni. Una piazza come Avellino non potrà mai fare calcio con tutti questi problemi. 

Proviamo a parlare di campo: l'Avellino ha un allenatore carismatico, che dice le cose come sono, è navigato, spero che porterà l'Avellino quanto prima lontano dall'attuale classifica. Ma va valutato anche quello che c'è alle spalle, giocatori che sentono parlare ogni giorni di problemi societari, anche i tifosi sono tristi ormai da anni. De Cesare ha avuto un problema personale ed è un altro tipo di discorso, ma da quando c'ero io con Pugliese c'erano problemi, senza dimenticare Casillo e tanti altri problemi non legati al calcio giocato.

Capuano sicuramente è un grintoso, lavora bene, è un trascinatore, un motivatore, come non ho dubbi sulla professionalità dei giocatori. Le altre vicende possono distogliere l'attenzione dal semplice campo. Ora c'è una trasferta difficile su un campo difficile come quello di Francavilla, lo so perché ci ho giocato. Capuano e i suoi giocatori devono cercare di arrivare a una quota punti che gli permetta di stare tranquilli. Nove centrocampisti per due posti? Da allenatore preferisco averne nove e non due, se ci sono giocatori che danno poco meglio accantonarli e hai la possibilità di scelta".