Tra i doppi ex di Crotone-Avellino figura su tutti Gaetano Auteri, esonerato dopo qualche giornata dalla guida del Latina ed ora “disoccupato”. Intervistato da Il Mattino, il tecnico siciliano, nel 2001-02 sulla panchina dei lupi, presenta così la sfida che sabato vedrà fronteggiarsi pitagorici e biancoverdi: “Sarà un match vivace ma al tempo stesso combattuto, in cui si affronteranno due club che non hanno grandi assilli ma che giocheranno entrambi per i tre punti, in quanto non hanno alcuna voglia di abbandonare quella zona alta in cui si ritrovano forse un po’ a sorpresa. Da un lato il Crotone che ha acquisito ormai la mentalità della B, essendoci da un po’ di anni ed è una compagine egregiamente allenata da Drago, un tecnico scaltro e di esperienza. Sul fronte opposto, invece, c’è un Avellino che si sta comportando benissimo, tra punti, risultati entusiasmi e soprattutto quella vetta della classifica. Grande merito a Rastelli che è riuscito a conferire al collettivo un’impronta vincente a una formazione solida e compatta che può vantare almeno 3-4 giocatori in grado di fare la differenza in questa categoria: Castaldo, del quale conosco benissimo l’apporto qualitativo che può dare in campo, avendolo avuto con me a Nocera, Millesi, Galabinov e Zappacosta, tutte individualità di spessore. Guai però a dimenticare gli obiettivi prefissati ad inizio stagione, ora che si sta viaggiando con il vento in poppa. La B infatti è un campionato insidioso e soprattutto lungo ed è ancora presto per poter tracciare una linea netta di demarcazione. Alla luce dei risultati, per i tifosi è legittimo sognare ma a mio avviso occorrerà attendere almeno le prossime 7-8 giornate di campionato e dunque almeno la fine del girone d’andata per poter redigere un bilancio. Per quel che concerne un pronostico per sabato, non mi sbilancio, in quanto oggettivamente quello dello Scida è un match da tripla. E poi non mi sbilancio anche perchè sono legato in modo parimenti viscerale ad entrambe le quanto piazze in quanto sia a Crotone che ad Avellino sono stato apprezzato per il lavoro svolto e ho lasciato amici con i quali conservo ottimi rapporti. Quella con il Latina è stata un’esperienza strana in quanto già dal mese di luglio, i tifosi mi additavano come il napoletanaccio o il nocerino e dunque non ci sono stati mai le premesse per la nascita di un feeling. Ma è acqua passata ormai”.

Sezione: Focus / Data: Mer 20 novembre 2013 alle 11:03
Autore: Angelo De Rogatis
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