E’ cresciuto in maniera esponenziale durante la sua carriera. Da capitano della Primavera del Napoli all’Andria, nella quale ha vestito, anche lì, i panni del condottiero. Mariano Arini si è poi ritovato in biancoverde, sempre in Lega Pro, ma con obiettivi diversi. Ha trascinato l’Avellino in Serie B con prestazioni da urlo, salvo poi diventare il perno della mediana di Rastelli. Lo scorso anno ha realizzato quattro gol, tutti pesanti. Una pedina fondamentale nello scacchiere irpino. Poi qualche problema personale ne ha condizionato leggermente il rendimento in questa stagione, ma i calciatori sono uomini, innanzitutto. Ma chi lavora sempre sodo e a testa bassa, si sa, alla fine i frutti li raccoglie. Mariano è uno di quelli. Professionista serio che non sgarra mai neanche sull’alimentazione. E’ importante. Prove in crescendo negli ultimi tempi fino alla battaglia di Livorno che  lo ha visto protagonista in maniera preziosa. Un salvataggio provvidenziale su Galabinov, tanta corsa e anche un pizzico di qualità che non guasta mai. Il giallo rimediato non gli consentirà di scendere in campo contro la Ternana. Il numero 4, però è tornato il mastino di un tempo. Non c’erano dubbi. 

Sezione: Focus / Data: Lun 23 febbraio 2015 alle 11:40
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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