Un celeberrimo motto recita che il portiere è mezza squadra. Ad esserne sicuramente consapevole è anche David Dei, il preparatore degli estremi difensori biancoverdi, uno che i guanti li ha indossati per 17 anni, senza mai però raggiungere il palcoscenico della massima serie. Intervistato da Il Mattino, Dei spiega il suo lavoro con Terracciano, Di Masi e Seculin, soffermandosi sull'esaltare la sinergia con mister Rastelli e il resto dello staff tecnico: "Il ruolo del portiere è forse il più delicato, sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista psicologico. Colui che indossa la maglia numero uno è infatti il calciatore più soggetto a pressioni. Se fai un errore in porta non è solo più visibile ma spesso costa caro a tutta la squadra. Qui ad Avellino comunque ho la fortuna di lavorare con tre ragazzi eccezionali che sono amici anche fuori dal campo. C'è concorrenza e correttezza tra di loro: è normale che tutti vorrebbero giocare ma non ho mai visto qualcuno commettere scorretterezze a discapito degli altri. Fondamentale poi è la sinergia con il resto dello staff tecnico, soprattutto con Massimo Rastelli, con cui stiliamo ogni settimana un programma diverso, al di là del quale c'è un confronto costante. E posso dire di essere entusiasta e onorato di lavorare al suo fianco perchè ascolta ciò che gli dico anche se poi, come è giusto che sia, la scelta finale su chi mandare in campo spetta sempre a lui".

Sezione: Focus / Data: Lun 20 gennaio 2014 alle 13:55
Autore: Angelo De Rogatis
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