Intervistato da Tuttosport.com, l'ex bomber dei lupi Jorge Juary ha presentato così la sfida di stasera: "La Juve dovrà stare attenta: se prende sotto gamba l’impegno, può anche perdere. L’Avellino è in grado di fare il colpaccio: la squadra è organizzata e giocare in un palcoscenico come lo Stadium stimolerà ancora di più i giocatori. Il segreto dell’Avellino è Rastelli, oltre al pubblico, caldo come quando giocavo io. Ho ottime sensazioni per la stagione, ma aspetto la primavera per capire se possiamo puntare davvero alla promozione in serie A. Ho ancora tutti i match in testa, difficile sceglierne uno solo. Degli anni di Avellino mi viene in mente soprattutto un nome: Juary. Ero il più spensierato nello spogliatoio: con il mio spirito brasiliano trasmettevo gioia e serenità a tutti i compagni. Sono state tutte belle partite: tese sì, ma sempre corrette. Abbiamo quasi sempre perso, però dopo aver fatto grandissime prestazioni. La Juve per noi era il match cruciale. Claudio Gentile non è più un incubo, ma i duelli con lui li ho ben fissi nella mente. E fino a qualche anno fa portavo ancora i segni degli scontri sulle gambe. Era davvero un mastino. Non c’è dubbio: Gentile e Vierchowod sono i difensori che pativo maggiormente. Uno era unico in marcatura, l’altro nell’anticipo. La Juve di Conte è fortissima, ma negli Anni 80 i bianconeri erano una squadra straordinaria. Erano la Nazionale italiana più Brady prima, Platini e Boniek dopo. Causio o Boniek per aumentare l’imprevedibilità sulle fasce. Ma anche un laterale come Cabrini farebbe comodo. Una vetrina importante, un’occasione unica per mettersi in mostra. Sarà così anche stavolta, per i giocatori dell’Avellino. Una grande partita contro la Juve può anche cambiare il futuro"

 

Sezione: Focus / Data: Mer 18 dicembre 2013 alle 16:55
Autore: Angelo De Rogatis
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