Dopo quattro anni l'Avellino è tornato in Serie B grazie ad una grandissima cavalcata degli uomini di Rastelli che hanno archiviato il discorso promozione con una giornata di anticipo. C'era curiosità, nell'ambiente irpino, di vedere se l'entusiasmo del popolo biancoverde fosse stato minore o maggiore rispetto agli stessi risultati raggiunti nel 2003, nel 2005 e nel 2007.
Non si sono rivissute e forse non si rivivranno più le scene di Crotone, quando diecimila avellinesi invasero la città calabrese. La squadra allora allenata da Vullo ripagò il popolo biancoverde con un successo che valse il ritorno in Serie B. Festa grande fu anche nel 2005, con la vittoria sul Napoli nella finale play-off e nel 2007 contro il Foggia sempre in finale play-off.
Bisogna, però, ammettere che tante cose sono cambiate rispetto a quegli anni sia nel calcio in generale che ad Avellino. Nel luglio del 2009 si è chiusa nel peggiore dei modi la storia quasi centenaria dell'US Avellino 1912, dalle cui ceneri è nata la nuova società capitanata da Taccone e soci. Con lo scioglimento di molti dei gruppi della vecchia Curva Sud, sono stati in tanti a pensare che il calcio ad Avellino fosse finito. Ripartire dalla Serie D non era facile ma i lupi ce l'hanno fatta. Una buona cornice di pubblico si era vista già in occasione della sfida per il primo posto contro il Milazzo in Interregionale. Lo stesso fu l'anno dopo in C2 nei play-off sempre contro il Milazzo e nella finale contro il Trapani. L'Avellino non riuscì a spuntarla sul campo ma grazie ai ripescaggi fece ritorno ugualmente in Prima Divisione. L'anno scorso fu costruita una squadra con l'obiettivo di raggiungere la salvezza e i numeri del "Partenio-Lombardi" furono abbastanza deludenti. Quest'anno, invece, con il dichiarato obiettivo di raggiungere almeno i play-off e con una squadra che ha risposto sul campo ai buoni propositi della scorsa estate, si è improvvisamente riacceso l'entusiasmo intorno a questi colori. La provincia, che ha sempre fatto la differenza in termini numerici, si è riavvicinata all'Avellino e la Curva Sud ha continuato a lavorare, con buoni risultati, per far riavvicinare soprattutto i giovani alla squadra della propria città.
I numeri non sono più quelli dl alcuni anni fa ma ciò era abbastanza prevedibile. L'allontanamento di una parte della tifoseria ha sicuramente inciso ma non è stato certamente il fattore determinante. Del resto anche ai tempi dell'Us Avellino, quando la squadra andava male, i numeri del "Partenio" non erano certamente da capogiro. Oggigiorno gli stadi italiani, anche in Serie A, fanno fatica a registrare incassi importanti ai botteghini. Inoltre, alcuni limiti imposti alle trasferte in aggiunta alla Tessera del Tifoso hanno finito per allontanare ancora di più la gente dagli spalti. La pay Tv ha fatto il resto; tanta gente, infatti, preferisce guardare le partite comodamente a casa invece di recarsi allo stadio. La crisi economico-finanziaria, infine, ha dato il colpo di grazia.
Analizzando, quindi, con lucidità ogni fattore, ci si rende conto che il calcio è cambiato non solo ad Avellino ma in tutta Italia. C'è, però, chi vuole ancora crederci e sognare per i propri colori. A Catanzaro non è stato possibile assistere ad una grande invasione del popolo biancoverde per motivi non strettamente legati alla volontà degli avellinesi. Il popolo irpino, però, ha dimostrato con i fatti l'attaccamento all'Avellino. Dopo il sold-out registrato con la Nocerina, presto potrebbero finire anche i biglietti per la sfida contro il Pisa, segnale inequivocabile che la passione è viva più che mai, anche se in modalità diverse rispetto al passato. Tutti o quasi hanno nostalgia del calcio di tanti anni fa, un calcio che, però, non esiste più; ma ad Avellino non si potrebbe vivere senza questo sport e la gente, nei momenti importanti, lo ha dimostrato.
In conclusione, dunque, si può dire che i numeri e l'entusiasmo non sono quelli di una volta ma rapportati a tutti questi cambiamenti ci permettono di comprendere che l'amore degli irpini verso l'Avellino non è per nulla cambiato; anzi, negli ultimi tempi si è addirittura rafforzato grazie ad una società seria che ha mantenuto le promesse fatte e che ha sempre avuto un occhio di riguardo verso il bilancio, proprio per evitare gli errori del passato: tutto questo lascia ben sperare per un futuro che, dopo tante delusioni, ci auguriamo possa essere sempre più roseo per i colori biancoverdi.

Sezione: Focus / Data: Mer 08 maggio 2013 alle 20:35
Autore: Carmine Roca / Twitter: @carm_roca
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