Poco dopo Marco Cipriano, a Prima Tv è intervenuto anche Walter Taccone, in risposta al presidente dimissionario. “Devo rispondere con i fatti e non amo discutere a distanza. Preferivo guardare in faccia l’interlocutore e non seguirlo da casa: non è mio costume. In questi tre anni abbiamo avuto buoni rapporti per cui resto stupito perché la storiellina che il presidente ha architettato avrebbe bisogno di punti fondamentali da discutere”.
Taccone rincara la dose ritornando agli albori della nuova società (partita con Taccone, Rodomonti e Contino ndr): “Ricorda male: questa società non è nata con sei soci e con lui, all’inizio lui non faceva parte della struttura. Va chiarito un aspetto fondamentale. Era lo sponsor della prima compagine societaria ed è entrato socio perché è stato accettato di buon grado dagli altri. Per quanto concerne il patto di sindacato, è stata una cosa di cui non ero a conoscenza, fatto alle mie spalle, non credo sia stato un atto di disponibilità da parte sua e di altri soci. Misero me in minoranza cercando di decidere tutto loro togliendo all’assemblea dei soci il diritto di esprimere un voto. Questo meccanismo destituisce di ogni fondamento l’assemblea. Tant’è che hanno tentato di farmi fuori in ogni modo, scrivendo una lettera. Da quando abbiamo iniziato questa avventura, sono entrato nella gestione da un anno e mezzo. Il resto del tempo ho lasciato ad altri l’amministrazione dell’Avellino calcio. Detengo il 40% e quando ho deciso di far parte delle direzione, questa azione ha dato fastidio a qualcuno”.

“Quando è stato deciso di accedere alla prima divisione le uniche persone che conoscevano la situazione eravamo io e Iacovacci. Avevamo avuto rassicurazioni fondamentali che l’Avellino era nelle prime posizioni per essere ripescata: ho tentato in tutti i modi di allestire una squadra per la categoria prima di averne la certezza. Lui non ne sapeva nulla! Eravamo al corrente della cosa solamente io e Igino Iacovacci. Essere con la squadra significa essere il primo a rispondere alla telefonate, a essere presente quando c’è bisogno. Al ripescaggio per la prima serie cosa ha fatto più degli altri quando questi non volevano fare la fidejussione? Ha fatto il suo compitino lasciando ad altri il quello di coprire la pesante fidejussione. E arrivo all’aumento di capitale; il basket di Avellino che milita in A è disperato per fare l’aumento di capitale; noi ci siamo riuniti e fino a giugno 2012 abbiamo stabilito che non servono solo 500mila ma 950mila. Tu sei stato colui che ha dichiarato a verbale che andava fatto questo aumento. L’hai deciso tu davanti al notaio con noi, mica noi soli! E adesso? Sulla sottoscrizione stendo un velo pietoso….E poi ancora fare quel patto di sindacato, evitare di fare un aumento di capitale necessario non è stato signorile. L’ad Iacovacci ti cerca da un mese e non rispondi. Se non riesci a seguirci, ti dissi via sms di farti da parte. Se ci fossi stato in assemblea avremmo chiesto le tue dimissioni. Stai creando un castello fuori luogo. Sembriamo gente che deve spartirsi qualcosa, hai dato le dimissioni, non le accettiamo. Hai condotto l’Avellino calcio 2 anni e hai il dovere di finire il campionato, firmare il bilancio di una gestione che hai portato avanti. E poi ti dimetti. Sappi che nessuno ti toglierà il carrozzino davanti dopo averlo condotto per due anni”.
“Su quel patto, io ero pattista con Contino, ti diedi disponibilità della mia prova di libertà...” replica Cipriano.
Taccone non ci sta e continua il suo intervento: “Quel signore aveva il 25% io il 28% lui mi disse facciamo un patto e decidiamo le sorti dell’Avellino, io risposi: non faccio patti con nessuno, sono una persona seria. Si decide in maniera collegiale! Perché avete fatto questo accordo alle mie spalle? Posso darti atto del fatto che hai ascoltato la mia voce anche se in minoranza ma quello che stai facendo adesso, te lo dico da padre, è un’azione sbagliata. Parliamone insieme a tavolino e facciamo stare tranquilli città e tifosi. Dobbiamo chiarirci una volta per tutte: io non vendo le mie quote e non ho intenzione di fare passi indietro. L’ho detto ovunque. Toglietevelo dalla testa. Voglio portare l’Avellino nei ranghi che gli competono”.

Sezione: Focus / Data: Gio 12 aprile 2012 alle 12:25 / Fonte: IrpiniaOggi.it
Zanna Bianca
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Domenico Fabbricini
autore
Giornalista pubblicista dal 2003, segue l'Avellino dal 2001. Ha collaborato con diverse testate irpine: Il Giornale di Avellino, il Corriere dell'Irpinia, Radio Punto Nuovo, Telenostra, Irpinia Tv. E' fondatore e direttore di TuttoAvellino.it dal 2012, oltre ad aver seguito diversi altri progetti sportivi a livello nazionale.