Maglione: "L'Avellino ha fatto miracoli e può ambire ai playoff, grazie anche alla spinta del pubblico"

05.12.2019 15:38 di Domenico Fabbricini Twitter:    Vedi letture
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
Maglione: "L'Avellino ha fatto miracoli e può ambire ai playoff, grazie anche alla spinta del pubblico"

Francesco Maglione, ex diesse dell'Avellino (e dirigente di diverse società) ha parlato a Radio Punto Nuovo del lavoro fin qui svolto da mister Capuano: "Penso sia fondamentale la risoluzione dei problemi di crisi societaria che finirebbe per riflettersi sull'andamento del campionato e sulla squadra che sta andando oltre le piu' rosee aspettative viste le difficoltà con cui è stata allestita la squadra. Credo che Capuano rappresenti una garanzia, ha dato una scossa motivazionale a tutto l'ambiente, una carica che il suo carattere vulcanico ha già dimostrato in situazioni ancor piu' complesse di portare effetti positivi. Lui ha la capacità di accentrare su di sè tutte le attenzione essendo egocentrico e questo permette di stemperare le pressioni esterne distogliendo le attenzioni dalle difficoltà societaria che possono incidere sulla testa dei calciatori. Ma penso che entro il 16 gli stipendi saranno pagati, se questo non dovesse succedere dovrebbe occuparsene il secondo gruppo che dovrebbe subentrare. Il calcio però è strano, ha dinamiche mentali particolari, non c'è da stupirsi di questa reazione positiva del gruppo e della squadra perché a volte si ha la capacità di isolarsi dalle vicende esterne e fare gruppo rispondendo positivamente sotto l'aspetto agonistico alle contrerietà e alle difficoltà. Come un processo di autoimmunizzazione, una reazione naturale, un istinto di conservazione. Come a volte ci sono reazioni di appiattamento in spogliatoio dove ci sono situazioni societarie di assoluta garanzia e tranquillità, certezze economiche. Sono dinamiche misteriose del calcio. Certo che riuscire a combattere contro tutto e tutti, deve essere il motto inculcato Capuano nella testa dei suoi calciatori, che permette di opporsi a qualunque avversità e reagire a ogni difficoltà.

Di Avellino ho bei ricordi, sono legato alla città e al popolo irpino. Da quando ho lasciato Avellino, circa dieci anni fa, ne ha passate di ogni tipo, numerosi procedimenti amministrativi, illeciti sportivi, dall'aver accarezzato il sogno della A al fallimento e il ritorno in D, sembrava che con Taccone si fosse raggiunta una certa tranquillità. Rivivere la stessa esperienza traumatica che si era vissuta pochi anni prima ovviamente logora una piazza. Ma la gente di Avellino ha una tempra incredibile nel reagire a queste avversità e ancora una volta la rinascita credo sia stata dettata dai tifosi che l'anno scorso hanno spinto la squadra a una rimonta incredibile e alla vittoria del campionato. Anche quest'anno ci sono stati tanti abbonamenti nonostante la vicenda giudiziaria, ma i tifosi si sono stretti attorno alla squadra. Dopo tanti di calcio ad Avellino ho trovato un senso di appartenenza che non è comune in altre piazze, la squadra può con facilità sentire la motivazione di appartenere a un'intera comunità. Chiaro che adesso ci possa essere un momento di delusione, di stanca, di perplessità sui futuri scenari e questo non deve portare allo sconforto. Speriamo però che il nuovo gruppo subentri in tempi stretti per dare tranquillità alla squadra e all'ambiente e portare certezze per accompagnare la squadra alla fine della stagione. E poi eventualmente definire la situazione societaria al meglio. Ora ci vuole un punto fermo o da parte della Sidigas che secondo me proseguirà alla guida, o una cessione rapida. 

Questa squadra finora ha fatto dei miracoli, è a due punti dai playoff, la squadra ha una consistenza tecnica tale da poter ambire, con qualche innesto a gennaio, anche i playoff. I fatti e la classifica dicono che è una squadra affidabile".