Alberani: "Vicini a De Cesare per uscire dall'emergenza. Si rischia un esodo di giocatori, anche nel calcio..."

28.12.2018 12:45 di Ugo De Mattia  articolo letto 2627 volte
Alberani: "Vicini a De Cesare per uscire dall'emergenza. Si rischia un esodo di giocatori, anche nel calcio..."

Ai microfoni di Orticalab ha parlato Nicola Alberani, che ha fatto chiarezza sulla situazione in casa Sidigas ed in particolare sui presunti problemi economici emersi negli ultimi giorni. Queste le parole del direttore sportivo della Sidigas: "I problemi sono stati messi sul tavolo. Il gruppo si è compattato davanti a queste difficoltà ed ha trovato una nuova dimensione. Va dato merito ai giocatori e allo staff tecnico: tutti sono stati bravi a fare quadrato e a stringere un patto di sangue all’interno dello spogliatoio. Da qui sono nate le nostre importanti, vincenti e, in un certo senso, sorprendenti prestazioni".

Guardando gli ultimi risultati crede che, probabilmente, la cessione di Norris Cole sia stata, a conti fatti, una cosa positiva?

"E’ una considerazione che ci può stare ma, di base, il nostro roster è formato da grandi professionisti e da grandi ragazzi: sono chiamati a dare più del 100% e, sinceramente, lo stanno facendo. Credo che la reazione sarebbe avvenuta anche in caso di cessione di qualche altro pezzo pregiato diverso da Cole. Ma voglio spezzare una lancia a favore di Norris: il giocatore aveva pienamente spostato la causa, stava dando tutto se stesso. La difesa arcigna sull’ultimo possesso di Pesaro, nella sfida vita al PalaDelMauro, conferma quanto il giocatore tenesse alla maglia di Avellino. Ora, guardando alla squadra, non ci resta che sperare che questa emergenza non duri troppo. Siamo veramente molto tirati…".

Intanto è arrivata, con largo anticipo e, alla luce delle criticità succitate, in maniera non certo scontata, la qualificazione alle prossime Final Eight di Coppa Italia. Crede che, da questo traguardo raggiunto, possa cominciare un nuovo cammino? Magari all’insegna della stabilità…

"Non era scontato, e parlo in termini assoluti, strappare un pass per Firenze. Noi abbiamo grandissima fiducia nella proprietà, se i ragazzi vincono e danno vita a prestazioni maiuscole è perché credono nelle parole di chi guida la società. Ma, non nascondiamoci dietro ad un dito, questo è un momento molto difficile. Sia per la questione infortuni, sia per l’incertezza economica: non sarebbe giusto far finta di nulla non dicendo che, ogni giorno, i nostri giocatori vedono l’arrivo di proposte da altre squadre o, comunque, vengono disturbati da eventuali sondaggi. Viviamo un clima di precarietà, ma ci stringiamo attorno alla proprietà che sta facendo degli sforzi fisici ed economici importanti: negli uffici della Sidigas si lavora incessantemente per risolvere le questioni che riguardano la parte economica. La squadra sta raccogliendo risultati anche se, a livello di profondità del roster, manca qualcosa. A loro, quindi, va dato un merito doppio. Quest’anno, in tutta onestà, il gruppo ha subito qualche critica eccessiva e, vista la classifica, immotivata. Siamo a due punti da Venezia, già qualificati alle Final Eight ben prima di alcune società che hanno speso molto più di noi in sede di mercato. La gente ha compreso lo sforzo che i ragazzi stanno sopportando, sentiamo la vicinanza dei tifosi ed abbiamo bisogno di loro: ci sono tante date importanti che dovremo scollinare".

Dopo la partita contro Sassari ha avuto modo di incontrare personalmente Gianandrea De Cesare, avete avuto modo di confrontarvi?

"Ho contatti giornalieri e continui con l’Ingegnere, abbiamo tutti fiducia in lui. Queste ultime vittorie hanno portato ottimismo, sotto il lato sportivo, e rafforzano gli sforzi che quotidianamente facciamo. Ma non risolvono i nostri problemi economici. La proprietà sta facendo degli sforzi importanti per provare a rimettere tutto in ordine, ma il vero rischio è che a gennaio qualche nostro giocatore possa, legittimamente, liberarsi ed andar via da solo".

In questo momento stanno emergendo il carattere ed il valore tecnico, oltre che umano, di Nenad Vucinic...

"E’ una persona dotata di grandi attributi. Ha apprezzato l’onestà intellettuale della nostra proprietà, sta unendo il gruppo. Non si spaventa davanti a nulla, sono contento che stia raccogliendo i frutti del suo lavoro".

Possiamo dire che quello attuale sia il momento di maggiore complessità che abbia mai affrontato nella sua carriera da dirigente sportivo?

"E’ sicuramente il periodo più stressante degli ultimi anni. Abbiamo la possibilità di poter far affidamento su un gruppo di ragazzi molto competitivi e che scendono in campo per vincere. Nonostante le continue problematiche riescono a comportarsi in maniera eccellente, da veri professionisti. Siamo tutti sulla stessa barca, e parlo anche di coloro che lavorano attorno alla squadra: questo ci aiuta ad affrontare questo momento all’insegna dell’unità".

Crede che, senza l’ingresso della Sidigas nel calcio, tutto questo sarebbe potuto essere evitato o, comunque, lenito?

"Non credo che l’impegno nel modo del calcio abbia influito. Però vorrei precisare che Scandone e Calcio Avellino sono società strettamente correlate: non esiste la Sidigas "calcio" e la Sidigas "basket". Esiste una sola Sidigas ed i suoi problemi attuali toccano entrambi i campi".

I "casi" Young e Costello rappresentano due facce della stessa medaglia. Partiamo dalla situazione relativa al tesseramento dell’ex pivot di Milano: qual è la posizione della società in merito alle possibili contestazioni in riferimento ai carteggi che hanno definito il suo ingaggio?

"Parliamo di un tesseramento che, al massimo, può definirsi incompleto. Non certo errato, o peggio. Abbiamo inviato il report dei pagamenti il giorno 10 dicembre, giorno nel quale abbiamo inoltrato la richiesta per la ratifica del suo ingaggio da parte della Sidigas: sul punto voglio sottolineare come non esista nessun termine perentorio in merito al pagamento degli stipendi. Men che meno nel 10 di ogni mese".

E su Costello? Il giocatore, che sarebbe dovuto essere già in campo, è volato negli Usa per un consulto medico con un suo specialista di fiducia...

"Sta sostenendo degli esami con i medici che lo seguono sin dai tempi del college. Secondo noi potrebbe andare avanti, basterebbe che stringesse i denti; lui, giustamente, vuole essere rassicurato. Il giocatore ha diritto alla “second opinion” e solo chi conosce in maniera approfondita la “storia” della sua caviglia può consigliarlo per il meglio. Entro il weekend, probabilmente, sapremo se dovrà o meno operarsi. Anche questa è una tegola…".

Si sente di tranquillizzare i tifosi della Scandone in vista di questo 2019 ormai alle porte?

"Purtroppo riesco a tranquillizzare i nostri tifosi solo sul fronte dell’impegno. Stiamo facendo di tutto per trovare la soluzione che ci permetta di affrontare la stagione sportiva in completa serenità. Mi dispiace non poter tranquillizzare in maniera completa l’ambiente: squadra e piazza meriterebbero, senza dubbio, una fine d’anno diversa. L’unica cosa che posso chiedere è quella di essere presenti in massa al PalaDelMauro per la sfida contro Milano: abbiamo bisogno di tutto il loro calore per provare a mettere in difficoltà i primi della classe".