L'Avellino comincia bene e lo fa soprattutto dal punto di vista del risultato, perchè nella sfida contro il Brescia i biancoverdi hanno messo in luce pregi e difetti di una squadra che nel mese di agosto, come spesso accade, deve trovare ancora la quadratura del cerchio. Tutto normale, tutto logico, niente di preoccupante o di allarmante, soprattutto perchè in panchina a guidare i Lupi c'è chi di campionati di Serie B ne ha già vinti e sa bene come funziona. Un Brescia sorprendente nel primo tempo, alla faccia del cambio societario e del cantiere aperto. Tanti giovanissimi in campo per Boscaglia che ha saputo schierare un undici davvero compatto, che ha rischiato poco e ha pressato tanto, imbrigliando la manovra dell'Avellino, in netta difficoltà nella prima frazione di gioco. Il vantaggio dei lombardi alla fine del primo tempo ci ha messo del suo, aumentando il tasso di difficoltà nella testa e nelle gambe degli irpini. Morosini spento, impalpabile, con poca personalità e tanti errori. Il numero 21 ha giocato spesso in orizzontale senza mai cercare la profondità e costringendo anche Ardemagni agli straordinari. Volendo quindi trovare un difetto a questo Avellino, al momento, è proprio la pericolosità in attacco. Pericolosità che con gli ingressi di Castaldo e Camarà si è vista eccome. Senza dimenticare però che a sinistra mancava un estroso e velocista come Bidaoui, capace di saltare l'uomo e creare grossi grattacapi alle difese avversarie. Strepitoso invece Molina, devastante prima a destra e poi a sinistra. Difende, recupera, si propone, attacca. Fa tutto. Un giocatore ritrovato e che siamo sicuri, farà parlare ancora tanto bene di sè.

Un plauso ed una sottolineatura alla prova di Lezzerini. Tante le critiche, anche gratuite, nei confronti di un portiere di 22 anni che aveva giocato solo una volta, per sua sfortuna l'anno scorso nella peggiore gara dell'Avellino, ovvero quella di Terni. L'estremo difensore romano ha chiuso la porta in diverse occasioni riscattandosi alla grande e dimostrando tutto il proprio valore. Tornando al Brescia, una partita che senza dubbio l'espulsione di Ndoj ha condizionato e non poco per le Rondinelle, che fino a quel momento avevano giocato senza paura custodendo meritatamente il vantaggio e creando gioco soprattutto con l'ottimo Machin. Ma l'Avellino ha saputo essere determinato e cinico e ciò che conta è che il risultato alla fine abbia sorriro ai biancoverdi, che ora si prepareranno alla prima trasferta insidiosa del torneo, quella contro gli ex Arini, Mokulu e Tesser.

Sezione: Copertina / Data: Dom 27 agosto 2017 alle 08:00
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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