Marcolini: "Avellino grande rimpianto. Ci comportammo da professionisti, non pensavo finisse così"

01.06.2020 17:25 di redazione TuttoAvellino Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Marcolini: "Avellino grande rimpianto. Ci comportammo da professionisti, non pensavo finisse così"

Michele Marcolini è stato intervistato da PrimaTivvù. Il tecnico ha ricordato la breve esperienza in Irpinia, conclusa con la mancata partecipazione alla Serie B a causa della fideiussione non valida: "Avellino sarebbe stata la mia prima esperienza di allenatore in Serie B, ci ho messo pochi secondi per accettare l'offerta. Si stava costruendo una squadra che potesse dire la sua in quel campionato, con l'obiettivo di mantenere la categoria. Dovevamo ancora ritoccare qualcosa, ma la base di partenza era più che buona. Ero voglioso di iniziare questa nuova avventura, che però è stata mozzata troppo presto. E' un rimpianto che ho, ma è bastato poco per capire la forza dell'ambiente, un fattore che ci avrebbe portato ad avere più chance per fare bene. Bastò quell'amichevole con la Roma, per capire tutto. 

Il direttore De Vito fu onesto, mi mise di fronte a una piazza esigente ma capace di regalare emozioni forti. Nei primi giorni di ritiro subito lo percepii. Con De Vito si creò un gran feeling, ha entusiasmo. Poi Avellino è seguito dai media, dalla stampa, c'è grande attenzione in città per quello che fa la propria squadra. Sono cose che ti fanno sentire importante e lavorare con maggiori responsabilità. A me piace lavorare dove c'è entusiasmo e tanto seguito di pubblico. 

Del presidente Taccone ebbi una buonissima impressione all'atto della firma del contratto. Mi disse che sicuramente la Serie B significava tante spese, un impegno economico importante, e che avrebbe cercato qualcuno che lo potesse aiutare. Ma mai si erano paventate le difficoltà economiche. Con il presidente ebbi modo di confrontarmi durante il ritiro, niente di più.

All'inizio c'è stato detto che era stato un misunderstanding, che non ci sarebbero stati problemi. Da parte della società c'è sempre stata una parvenza di tranquillità, la sicurezza che tutto si sarebbe risolto bene. Noi abbiamo continuato ad allenarci come se niente fosse, nella prima parte era più facile, circolavano delle voci, ma la società ci tranquillizzava, prima del primo ricorso. Poi iniziando a perdere ricorsi, il timore aumentava e la paura di non poter andare avanti si faceva sempre più grande e anche il lavoro era più difficile da gestire, anche se sotto questo punto di vista facemmo un ritiro molto soddisfacente, grazie alla professionalità dei calciatori che non si tirarono mai indietro. Con il mio staff stavamo amalgamando i nuovi al gruppo storico e questo non fa altro che accrescere il rammarico.

La gara con al Roma aveva un valore limitato, eravamo partiti da cinque giorni con il ritiro, ma con il senno di poi fu una grossa soddisfazione, sono contento di averla disputata. A fine partita andai subito negli spogliatoi, lasciai ai ragazzi la condivisione con i tifosi, poi mi raccontarono lo scambio di battute con i sostenitori biancoverde. A quel punto la situazione si fece difficile, non facemmo alcun tipo di patto, ci mettemmo a disposizione della società, non importandocene dei contratti. Chiedemmo solo serietà e la società si comportò bene. Nessun calciatore saltò un allenamento per ripicca, chiaramente dal punto di vista psicologico non fu facile. 

La squadra fu costruita per giocare con il 3-5-2, in attacco avevo a disposizione Castaldo, Mokulu e Ardemagni, altri calciatori di esperienza come Laverone, D'Angelo e tanti altri ancora. C'era da lavorare ancora in difesa, ma erano cose che sarebbero state fatte in pochi giorni. Sarebbe stata una squadra aggressiva, che avrebbe messo impegno in tutte le partite. C'era Di Gregorio, un giovane che in pochi giorni di ritiro aveva dimostrato le sue qualità. Quest'anno le ha confermate e sono sicuro che farà parlare di sè molto presto. 

Ho letto che il presidente D'Agostino ha dato la disponibilità per giocare i playoff, mi fa piacere, soprattutto per i tifosi biancoverdi. Saluto il direttore De Vito, ma anche Christian Vecchia, un uomo speciale, determinante in quel periodo ricco di tensioni. Si è sempre comportato bene, l'Avellino deve ritenersi orgogliosa di avere persone del genere in società".