Mario Dell'Anno a MITI: "Ecco come sono diventato leader. Che nostalgia dei miei tempi. Fallimento? Pilotato. E su De Cesare... "

16.04.2019 14:55 di Forza Lupi   Vedi letture
Mario Dell'Anno a MITI: "Ecco come sono diventato leader. Che nostalgia dei miei tempi. Fallimento? Pilotato. E su De Cesare... "

Nel corso di MITI, andato in onda su Prima Tivvù, l'ex leader della Curva Sud Mario Dell'Anno si è raccontato spiegando: "Era bello rappresentare l'Avellino in tutta Italia soprattutto negli anni della Serie A. Ci spostavamo sempre in massa, in ogni parte d'Italia con i famosi treni verdi. Era una grande gioia quando si vinceva, ovviamente quando perdevamo non fiatava nessuno al ritorno". Dell'Anno dice: "Non mi sono mai reputato un capo, bensì un leader. Mi sono preso sempre le mie responsabilità". Sul terremoto del 1980: "Ci siamo uniti di più con la squadra. Era brutto però sentirsi chiamare terremotati in altri stadi". Aneddoti: "Ricordo quando chiesi la maglia a Gullit, per disperazione me la diede. Oppure quando il pullman della Fiorentina impiegò 20 minuti per entrare allo stadio Partenio. Si cercava di intimorire anche gli squadroni che venivano ad Avellino". Derby: "Sono d'accordo quando si dice che il derby è Napoli-Avellino. Ricordo però anche l'episodio dello striscione della Salernitana che incendiammo in Curva. E dico anche che sono contrario ai gemellaggi". Allenatore e giocatore preferiti: "Senza dubbio Ivic come tecnico e Benedetti come giocatore, anche se De Napoli è stato un grande". Il logo US: "Siamo proprietari tutti noi tifosi e tutta la città di logo e denominazione. L'idea nasce nel 2010 e sono contento di aver condotto questa operazione. Abbiamo fatto una cosa storica, probabilmente nessuno in Europa è come noi. Quando abbiamo dato il logo a De Cesare abbiamo convinto anche qualche scettico". Su Taccone: "Ha fatto già troppi danni ad Avellino. Penso possa bastare. Datemi del pazzo, ma credo personalmente che il fallimento sia stato architettato e pilotato, non si perde una B in questa maniera". E sull'Avellino di oggi dice: "De Cesare se vuole fare calcio seriamente deve circondarsi di persone competenti. Direttore generale e direttore sportivo, perchè al momento non credo ci siano figure di rilievo. Questo è il mio pensiero".