Carlo Musa si è ri-presentato alla piazza biancoverde, dopo essere stato uno degli artefici della promozione in Serie C della passata stagione. Il neo-direttore sportivo è stato introdotto da Aniello Martone, prendendo parola dopo il diggì: "E' un piacere essere tornato ad Avellino dopo aver passato una bella stagione insieme. Ringrazio la società e il direttore Martone che mi hanno voluto qui con loro, sono contento di aver rivisto alcune persone che c'erano pure l'anno scorso. In estate non ho rifiutato nessun progetto. Semplicemente non ero in linea con il percorso portato avanti dalla stagione precedente. Non era un problema lavorare con i giovani, ma mi sono defilato per l'incompatibilità con la gestione societaria. La Sidigas? La gestione sportiva aveva trovato equilibrio nella figura dell'ingegnere De Cesare. Ho sentito tante sciocchezze in quei giorni, non ho mai detto di non essere d'accordo con l'introduzione di un direttore generale, per me De Cesare era un direttore generale. Ora sono in una società che segue un modello diverso, c'è un amministratore delegato, un direttore generale e ci sono io come direttore sportivo. Il mio addio non è stato un atto di debolezza, ma di rispetto nei confronti della città. Non ho accettato la proposta della società perché non ero idoneo a svolgere quel ruolo, non sarebbe stato corretto accettare. Ho rifiutato altre offerte, da altre società perché non mi davano le giuste motivazioni. Oggi sono contento di essere tornato ad Avellino". 

Poi, parola al mercato: "In questi mesi ho visionato alcune cose da addetto ai lavori. Il mercato di gennaio è lungo e particolare, cercheremo di portare la nostra idea di calcio, funzionale a quella di mister Capuano. Ci sono alcune uscite da concludere, ci sono delle regole da rispettare e quindi valuteremo alcune cose. Di Paolantonio e Parisi? Sono in scadenza il prossimo 30 giugno. Sono due calciatori importantissimi per l'Avellino e non sono assolutamente sul mercato. Nei prossimi giorni affronteremo il discorso rinnovo con gli agenti, se poi dovessero arrivare offerte irrinunciabili, la società valuterà il da farsi. Charpentier? Essendo un prestito internazionale non occupa uno slot, quindi non è prioritario sciogliere il suo prestito. Il suo infortunio ci ha privato di un elemento importante, quindi interverremo sicuramente in attacco". 

Sull'autonomia e sulle voci che lo indicano come tramite della trattativa tra la Sidigas e la IDC: "Quando in estate si cercava un acquirente ero il riferimento tecnico della società. Mi hanno chiamato in tantissimi, addirittura un fondo d'investimento dall'Argentina. Ma non faccio l'agente immobiliare. Ho soltanto dato i contatti utili per arrivare ai vertici della società. Avrò la mia autonomia, mi piace collaborare con le persone. Ci sono anche un direttore generale e un amministratore delegato: sei occhi sono meglio di due". 

Sezione: Copertina / Data: Sab 04 gennaio 2020 alle 12:09
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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