Dopo le presentazioni, parte la sessione di domande e risposte. Perinetti ha risposto così alla stampa presente.
Il passato è comunque un punto di partenza, come riparte questo nuovo Avellino?
"E' stata una stagione ricca di problemi, anche infortuni, cambi allenatore, clima che è andato peggiorando. Ci siamo confrontati su cosa continuare e cosa no: con Rastelli diamo continuità di gestione, conosce i calciatori, ci può aiutare a indirizzare le scelte di mercato, è tutto utile su come andare avanti. Il passato non si può cancellare ma non può essere la base da cui ripartire. La base è l'errore commesso, come non ripeterlo, ma guardando avanti".
Con che obiettivi riparte l'Avellino?
"Ci vuole ambizione, il presidente avrebbe potuto abbandonare e invece nonostante tanti investimenti è ancora qui. L'allenatore è ambizioso, è un vincente, vuole essere protagonista. Non sono venuto qui per vivacchiare ma per cercare di portare un contributo di esperienza e lavoro per portare l'Avellino a competere. Non posso promettere nulla, ci sono squadre importanti, il cammino non sarà facile ma basta saper affrontare i momenti difficili. Ambizione è la parola che contraddistingue tutte le persone che sono a questo tavolo".
Si riparte da una rosa di 29 calciatori, l'anno scorso il mercato in uscita ha condizionato quello in entrata. Sarà ancora così?
"Sotto la maglietta dovrebbe battere sempre un cuore più che il rumore dei soldi. Il calcio di oggi è molto legato al business, in serie A ogni calciatore è un'impresa, in terza serie 29 contratti sono un peso enorme, la cosa più semplice sarebbe chiodo scaccia chiodo, un nuovo arrivo fa capire ad altri che devono partire, ma questo comporta il rischio di aumentare i calciatori da gestire. Quello che posso dire è che faremo delle scelte, saranno comunicate ai vari agenti. Poi inizia la battaglia delle richieste di esodo ma ci saranno calciatori che non potranno rimanere e saremo fermi in questo senso. Spero che i calciatori avranno un ottimo feeling con me, la città, i tifosi, lo staff e li difenderemo da qualunque pressione esterna, ma non può esserci squilibrio di comportamento, professionisti sempre".
Quale obiettivo si è prefissato con la proprietà in questo biennio di contratto?
"Spero di arrivare a 25 contratti di calciatori tutti utili a Rastelli, dobbiamo arrivare a una rosa pronta per inizio campionato. La tifoseria si è sentita mortificata è vero, vengo da una retrocessione a Brescia, ma secondo voi il presidente non lo è? Il tifoso mette la sua passione ma la proprietà mette passione, tifo e denaro ed è mortificata anch'essa. Il presidente è sempre il primo tifoso, non specula ma anzi ci ha rimesso. Dobbiamo avere tutti ambizione per evitare che questo si ripeta. Cercheremo di fare quanti più punti possibile, c'è l'ambizione di crescere partendo da questi 29 che devono essere ben setacciati e integrati. La mia ambizione personale sarebbe di rivedere il Partenio pieno al massimo della sua capienza".
Tanti infortuni quest'anno, come lavorerete per migliorare questo aspetto?
"Ho chiesto uno sforzo sinergico per lavorare meglio, una comunicazione proficua tra le componenti, stiamo valutando con la proprietà la possibilità di appoggiarci a una struttura esterna, vedremo se sarà opportuno o meno per dare sostegno al nostro gruppo sanitario. E' fondamentale recuperare giocatori ed essere sempre competitivi anche in allenamento".
Sui rinnovi dei calciatori: "Per essere molto chiari, non è che il nodo contrattuale serve a patrimonializzare, ci sono quasi solo costi, il rinnovo serve a dare una stabilità tecnica, assicurarsi un calciatore in cui credi, utile alla causa che di farlo stare sereno. E' un merito che si riconosce ai calciatori, non si fa plusvalenza, quindi rinnoviamo per chi è attaccato e legato alla causa. Finora abbiamo messo insieme dati, li abbiamo confrontati con l'allenatore, da lunedì cominceremo a incontrare calciatori e procuratori. Condò conosce bene calciatori e questo girone, è una miniera di informazioni. Strano l'ho conosciuto a Roma nello studio di un noto avvocato, è bravo nello scovare talenti. E' stato con me a Genova, Venezia, a Parma con De Vito, anzi saluto De Vito perché lo conosco e ha fatto il massimo. Aiello aiuterà lo staff giovanile a trovare talenti giovani ma lui è già qua e lo conoscete. Lo staff viene completato da Giovanni D'Agostino perché gli ho fatto l'esame da direttore, l'ho ritrovato qui".
In queste 48 ore è stato ridiscusso il contratto di Rastelli? La clausola?
"Rastelli ha un contratto, la clausola neanche la leggo perché se siamo convinti sia il migliore condottiero non devo pensare al male, all'esonero, ma al bene, anzi a come farlo rinnovare".
Ad Avellino tutti diventano improvvisamente brocchi, può essere uno stimolo ulteriore per lei?
"Arrivo qui per lavorare per l'Avellino, il passato serve per la mia esperienza, ma non guardo a quello che ho fatto. Da lunedì sono pronto a rispondere sono alle richieste dell'Avellino. So che siamo in una piazza delusa ma che ha anche grande passione e partecipazione e sa dare tanto. Col nostro lavoro cercheremo di tirare fuori la parte migliore che diano stimolo anche ad allenatore e calciatori. Sono un lottatore e cercherò di fare il meglio".
Quali sono i perni secondo lei della squadra e del settore giovanile?
"In questo momento le società fanno i conti con gli esuberi e gli agenti mettono in mostra la mercanzia. Abbiamo avuto un primo confronto con la società, abbiamo le idee chiare su chi deve rimanere e chi no. La motivazione dei calciatori deve essere il tassello da cui ripartire, se un calciatore non mostra motivazione non può restare. Ho parlato con Capobianco e Guarino, ci siamo conosciuti, io vengo dai settori giovanili ma ora la priorità è allestire una squadra ma sono a loro disposizione per migliorare. Il settore giovanile rimane una settore fondamentale per la crescita di una società, ma ce ne occuperemo coi giusti tempi".
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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