Sono ore di lavoro per la nuova società che si è insediata in seno all'US Avellino, ma al lavoro sul campo e quello di ordinaria amministrazione, si stanno aggiungendo sempre più incombenze extra, come i debiti pregressi di cui ha parlato ieri Il Mattino. E questi debiti sembrano aumentare sempre più, con il passare dei giorni. Difficile quantificare, anche se a gennaio l'amministratore delegato della Sidigas Dario Scalella insieme al custode giudiziario Francesco Baldassarre terranno una riunione operativa con la IDC, in occasione del saldo della seconda rata del milione e trecentomila da versare per rilevare la società. 

L'ad Filippo Polcino, sempre al Mattino, spiega: "Sicuramente ci aspettavamo di incontrare delle difficoltà visto anche il pregresso della Sidigas nell'ultimo periodo, ma non di queste proporzioni. Ma siamo certi che col lavoro ne verremo fuori.  Siamo costantemente in contatto con Baldassarre, non ci siamo salutati al rogito notarile, era nella prassi che venisse informato passo dopo passo. Questi debiti non erano inseriti nella due diligence iniziale, e la rateizzazione della cifra pattuita andava proprio in questa direzione: a gennaio ci vedremo e faremo il punto", probabile quindi che dal milione e 300mila vengano scalati i debiti che stanno emergendo e che la nuova società dovrà pagare.

"Anche in merito ai contratti stanno emergendo questioni strane - prosegue Polcino - ma il mio compito è che tutto proceda nel rispetto delle regole nell'interesse della nuova proprietà. Ad inizio anno tutto è stato avallato dal commissario giudiziario per cui se dovesse spuntare qualcosa di anomalo sarebbe una violazione della custodia stessa. Ma finora abbiamo ottemperato a tutte le scadenze, abbiamo pagato tutti gli stipendi facendo in 72 ore quello che viene fatto in due settimane: i passaggi di proprietà, la registrazione delle quote, l'apertura dei conti e il versamento degli stipendi. Bastava un errore per far saltare tutto e beccare una penalizzazione. Per esempio mancava un cedolino di un calciatore, ce ne siamo accorti in tempo, abbiamo corretto un F24 ed evitato il peggio.

L'ambiente? Avellino ha una fame atavica di calcio. C'è attenzione verso la nuova proprietà, fiducia ma anche il giusto distacco viste le ultime vicissitudini. La società ha progetti ambiziosi e vuole restare qui a lungo. Il diritto di recompra? L'ho già spiegato, si chiama call: cosa succede quando si riceve una telefonata? Si può decidere di rispondere oppure no. Non siamo qui di passaggio". 

Sezione: Copertina / Data: Mer 18 dicembre 2019 alle 09:57
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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