L'Avellino torna da Parma ancora con tanti pensieri nella testa. Un'altra trasferta da dimenticare, una prova grigia e incolore, la vittoria contro la Pro Vercelli di sette giorni fa sembra un lontano ricordo. Contro il Parma l'Avellino è tornato quello timido e inconcludente che in tante trasferte, tolto l'exploit di Novara, si è visto. Ma se nelle precedenti gare la squadra aveva quantomeno fatto vedere sprazzi di gioco, andando anche a segno (a Bari e Pescara per primi), a Parma l'Avellino non ha mai abbozzato una reazione degna di tale nome. Un po' l'avvio lampo dei ducali passati in vantaggio dopo 50 secondi dopo l'ennesima amnesia difensiva (la prima di un ottimo Ngawa a dire la verità), un po' la difesa chiusa e attenta del Parma hanno privato l'Avellino di ogni spunto.

A dire la verità l'impressione è che il Parma non abbia dovuto neanche faticare piu' di tanto per tenere lontani i Lupi, ci hanno pensato da soli a sbagliare sempre l'ultimo passaggio, a giocare sotto tono, a non trovare mai la conclusione a rete se non un tiro di D'Angelo parato da Frattali e un colpo di testa di Ardemagni alto. Per il resto l'Avellino ha giochicchiato, in maniera anche piuttosto noiosa e sonnolenta, a tratti irritante, e il Parma ha ringraziato limitandosi a controllare il gioco e ripartire con i suoi attaccanti veloci. Forse anche per questo il Parma non ha pigiato piu' di tanto il piede sull'acceleratore: con un Avellino poco pericoloso perché sbilanciarsi e rischiare di essere punti in contropiede? Il risultato è stata una partita brutta e noiosa, a vantaggio ovviamente del Parma ma la peggiore prestazione forse dell'Avellino in questo campionato.

Che spiegazione dare a questo nuovo ko? Che male affligge l'Avellino lontanto dalle mura amiche? Anche Novellino, che nel finale le ha provate tutte per ravvivare la squadra inserendo tutti gli attaccanti (Bidaoui, Castaldo e Camara) passando a un 4-2-3-1, ammette che la squadra non gioca come vorrebbe lui, non gioca "alla Novellino" come dicevamo qualche giorno fa, ma non si capacita di come mai accada. E' come se il tecnico non riuscisse piu' a infondere le sue idee e il suo carattere come in passato. Ma, ribadiamo, a nostro avviso il problema non è nelle scelte o nelle idee dell'allenatore, che non sono cambiate rispetto a qualche mese fa, ma nella mancata reattività della squadra alle sue sollecitazioni.

Certo qualcosa dovrà cambiare perché se questo è l'Avellino da trasferta, anche a Perugia non sarà una passeggiata. Per fortuna un campionato molto livellato regala una classifica non ancora in emergenza nonostante i tanti passi falsi, ma forse è tempo di concentrare tutte le energie solo sulla salvezza, che al momento pare l'unico obiettivo alla portata di questa squadra. Non per limiti tecnici, lo ripetiamo, ma piuttosto mentali e caratteriali.

Sezione: Copertina / Data: Lun 30 ottobre 2017 alle 08:00
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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Domenico Fabbricini
autore
Giornalista pubblicista dal 2003, segue l'Avellino dal 2001. Ha collaborato con diverse testate irpine: Il Giornale di Avellino, il Corriere dell'Irpinia, Radio Punto Nuovo, Telenostra, Irpinia Tv. E' fondatore e direttore di TuttoAvellino.it dal 2012, oltre ad aver seguito diversi altri progetti sportivi a livello nazionale.