Luigi Castaldo, ex attaccante dell'Avellino, ha parlato a Radio Punto Nuovo in merito alla stagione dei lupi e su come dovrà ripartire il club in vista della prossima. 

Queste le sue parole: "I tifosi è giusto che siano delusi dall'andamento di tutta la stagione. Ci si aspettava almeno un piazzamento nei playoff, che non è arrivato. Però sappiamo che i tifosi la loro parte la fanno sempre. Ci vorrebbe un po' di chiarezza in più da parte della società. Questa piazza non deve essere presa in giro. Perchè Avellino merita una squadra come il Catanzaro, che lotti per salire in Serie B". 
L'arrivo di calciatori può spaccare gli spogliatoi: "Può succedere, ma io ho sempre detto che il calciatore deve fare il calciatore, senza pensare ai compagni, a quello che prende di più come stipendio o che ha anni di contratto in più. Io ho sempre detto che uno spogliatoio compatto ti dà 10 punti in più, quindi ovviamente se ci sono problemi ci sono 10 punti in meno. Non so cosa sia accaduto quest'anno ad Avellino, se davvero ci sono stati problemi del genere. Io ho sempre detto, se ad una parte, in uno spogliatoio, non ti trovi bene, deve andare via, senza spaccare lo spogliatoio e inquinare l'ambiente. Ripeto, non posso sapere se sia accaduto questo ad Avellino. Io ho vissuto spogliatoi spaccati, ci sono state squadre che hanno vinto campionati con spogliatoi disuniti, quello che conta è sempre il campo. Io non ho visto un Avellino che meritasse i playoff. Per me non era una squadra forte e ammesso che andasse ai playoff, penso che non avrebbe fatto tanta strada, c'erano tante squadre ben organizzate". 
Come ripartire: "Il calciatore sotto contratto adesso sarà una patata bollente, adesso bisogna fare le valutazioni. Sono quasi 30 i calciatori sotto contratto per la prossima stagione, e questo sarà un problema durissimo. Se qualche calciatore non rientra nei piani, per mandarlo via sarà un problema. Il calciatore non ha colpe, il contratto è stato fatto e non credo che il calciatore farà il primo passo per andare via. Sarà un bel problema per il club". 
L'appeal dell'Avellino: "La società deve ripartire con i piedi bassi, con serietà ed essere sincera e chiara con la piazza, senza prendere in giro i tifosi. Bisogna programmare bene un campionato importante". 
La traversa col Bologna: "Ancora oggi dico che saremmo andati in Serie A, non che saremmo andati in finale con il Pescara. Credo che in quella finale l'avremmo spuntata. Però con i se e con i ma...". 
I 10 anni dalla promozione in B: "Eravamo una squadra forte, ma non i più forti. Ma avevamo una cattiveria, una fame e poi una tifoseria che non ha nessuno, partivamo sempre in vantaggio con loro al nostro fianco".
 

Sezione: Ex biancoverdi / Data: Gio 04 maggio 2023 alle 15:40
Autore: Marco Costanza
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