Fabbro: "Rastelli intelligente e preparato, Capuano fenomeno. Che amarezza a Bologna, sarei tornato ad Avellino"

29.03.2020 13:33 di redazione TuttoAvellino Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Fabbro: "Rastelli intelligente e preparato, Capuano fenomeno. Che amarezza a Bologna, sarei tornato ad Avellino"

In una diretta Instagram su SportAvellino, l'ex difensore dei lupi, Alessandro Fabbro ha parlato della sua esperienza in Irpinia, dei ricordi, e del presente del club: "Di quei tre anni mi rimane tutto, l'affetto della gente che mi è stato manifestato anche quando ero lontano. Questo significa che sono stato apprezzato. Il mio affetto per l'Irpinia è grandissimo, forse per le analogie con il mio Friuli. Ho avuto la possibilità di conoscere tante persone e di portarle nel cuore, due fra tutti Paolo Pagliuca, che fece parte dello staff di Rastelli, e Flavio Puleo, sempre allo stadio con la sua Luana. Mi hanno fatto capire il valore della maglia biancoverde, faccio fatica a parlare di loro, due dal cuore grande. Non era facile vincere subito ad Avellino, ma la garanzia era lo staff tecnico, con cui avevo già lavorato e già vinto. La prima volta che ho pensato si potesse vincere il campionato è quando è arrivata l’ufficialità degli acquisti di Castaldo e Catania. A Barletta ho capito quanto fossimo forti, sempre grazie a Gigi. Perdevamo 2-0, Castaldo urlò in una maniera strapositiva, ci credemmo tutti e vincemmo 3-2. Due furono le partite decisive: con la Nocerina davanti a 12000 spettatori e a Gubbio, con una difesa dove l’unico titolare ero io. Giocai insieme a Zullo, stavamo perdendo, poi la sua punizione e l'eurogol di Gigi ci permisero di vincere e di andare a più 8 sulle inseguitrici. Rastelli? Quando parlo di lui parlo di tutto il suo staff. A partire da David Dei, che è un preparatore dei portieri fortissimo. E poi Rossi ed Esposito lavorano 15 ore al giorno e sono sempre sul pezzo. Rastelli è molto bravo con i giovani, molto attento con il gruppo, intelligente a gestire le situazioni e a non forzare la mano. Non dimenticherò mai le partite a Torino, dove vive mo una giornata clamorosa allo Juventus Stadium, con un seguito di tifosi strepitoso, e a Bologna. Lì l'amarezza fu tanta, quel 3-2 ci ha illuso e quella traversa trema ancora. Lanciai la mia maglietta ai tifosi, sapevo sarebbe stata l'ultima volta che l'avrei fatto, anche se Taccone voleva che restassi. La scorsa stagione sarei tornato volentieri, ma mi dissero che non rientravo nei loro parametri e non parlo di un discorso economico. Quest'anno avevo parlato con Capuano, un fenomeno, uno dei più bravi allenatori della Serie C, ma non c'erano le condizioni per poter stipulare contratti".