Per Tony Giammarinaro, allenatore dell'Avellino nell'anno della storica promozione nella serie cadetta, questo campionato si è chiuso con due delusioni. Da una parte l'amarezza per il campionato deludente del Pescata, sua terra d'adozione, e dall'altra la delusione per la mancata qualificazione ai play off dell'Avellino: «L'Avellino si è perso per strada: credevo arrivasse secondo - dichiara Giammarinato dalla colonne de "Il Mattino" - Un girone di ritorno molto scadente, per giunta, la squadra non ha saputo sfruttare nemmeno le ultime ed importanti partite di campionato. Un vero peccato perché era davvero l'anno giusto per  disputare i play off». Però resta la consolazione per una salvezza anticipata e che mancava da tempo ad Avellino: «D'accordo, ma quando sei lì devi provarci fino in fondo. Tutti partono con l'obiettivo della permanenza in B per cercare di restare con i piedi per terra, poi durante il cammino, i programmi cambiano e le ghiotte occasioni non vanno mai sprecate. Cosa che, invece, l'Avellino ha fatto. Sono amareggiato anche per il campionato condotto dal Pescara, squadra della città dove vivo: un ottimo collettivo che non ha disputato neppure i play off. Questo vuol dire che bisogna fare più attenzione alle squadre imprevedibili che improvvisamente affondano il pedale dell'acceleratore». Archiviato questo campionato, la società sta già lavorando al futuro: «Ora l'obiettivo minimo dovrà essere la post season. Però non arrivando ottavi.

La serie B è lunga, complessa e snervante. Occorre molta resistenza, sotto tutti i punti di vista. I nomi altisonanti non contano tanto piuttosto la squadra va assemblata con gente che ha fame di calcio. Ad Avellino ci vuole una compagine di carattere e di sicuro non ci sarà spazio per i lavativi. E' una piazza abituata ad andare a 100 all'ora, non a 50». Per Giammarinaro, Rastelli è il punto di partenza del nuovo Avellino targato 2014/2015: «Si è rivelato un ottimo allenatore e soprattutto è una persona seria. Conosce molto bene l'ambiente ed ora anche la categoria. Attorno a lui, però la diregenza dovrà costruire una squadra più tenace. Più potente, insomma».

Sezione: Ex biancoverdi / Data: Mer 04 giugno 2014 alle 10:30
Autore: Redazione Web
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