Cianci no, Di Piazza nemmeno, Caturano neppure: sembra di rivedere "L'Allenatore nel pallone"

23.01.2020 11:40 di redazione TuttoAvellino Twitter:    Vedi letture
Cianci no, Di Piazza nemmeno, Caturano neppure: sembra di rivedere "L'Allenatore nel pallone"

Cianci no, Caturano costava troppo ed è andato al Cesena, il Gozzano fa muro per Fedato, che dichiara amore alla sua squadra. Kupisz gioca col Bari e sembra diretto a Trapani; Di Piazza è stato un fuoco di paglia: ieri lo ha ufficializzato il Catanzaro.

L’Avellino è alla ricerca di (almeno) un attaccante che possa placare la rabbia di Ezio Capuano, deflagrata ieri, nel post-gara di Catania, davanti a microfoni e telecamere. Il malumore del tecnico fa scopa con le difficoltà della dirigenza biancoverde nell’afferrare un attaccante forte, che sappia dare all’Avellino un notevole contributo in fase realizzativa, quello che Albadoro e Alfageme (tre reti in due), scelti da Di Somma in estate, non sono ancora riusciti a fare.

A quasi due mesi dall’infortunio di Charpentier, che si fece male a un ginocchio a inizio dicembre contro la Sicula Leonzio, Capuano non ha ancora ricevuto il sostituto e neppure un esterno offensivo che sappia integrarsi bene nel suo 3-4-3, lasciato purtroppo da parte nelle ultime tre gare a causa dell’assenza di interpreti.

La spasmodica ricerca di un attaccante porta alla memoria i siparietti tra Oronzo Canà, il presidente Borlotti e il procuratore Bergonzoni ne “L’Allenatore nel Pallone”, specialmente quando Canà - dopo essere stato sedotto e abbandonato dal suo presidente a colpi di Rumenigge, Maradona e Platini - ritrovatosi senza attaccanti, fu convinto a partire da Bergonzoni, faccendiere e sgangherato agente di calciatori, per sondare il mercato brasiliano.

Tra gag e colpi mancati (Eder, Socrates, Junior), prima di acquistare lo sconosciuto Aristoteles, è indimenticabile la scena della telefonata tra Canà e la moglie Mara, dal ventre del Maracanà di Rio de Janeiro: Bergonzoni arriva di corsa e con l'indice e il medio della mano destra fa il segno di vittoria (la V) per annunciare all'allenatore l'avvenuto ingaggio di Junior che, però, aveva già firmato per il Torino. Cercherà poi di rimediare con un “Vinicio… nemmeno Vinicio…” tra le invettive di Canà (vedi qui).

Tornando seri, nel caso dell’Avellino l’opzione straniera non sembra affascinare Musa e Martone e neppure Capuano, che pretende calciatori già pronti da mandare in campo (vedi l'argentino Federico, sottoposto a un mini-provino per valutarne l'ingaggio).

Il problema è che, il ventaglio di scelte a disposizione dei due direttori, perde ogni giorno qualche nome. Verrà sicuramente dato l’assalto, l’ultimo, a Felice Evacuo, 38 anni, già con un passato in biancoverde, ora al Trapani, dove è impiegato, spesso e volentieri, in spezzoni di partita. Per le corsie esterne offensive restano vive le piste Giannone, Tribuzzi e pure Fedato, che pur professando amore e impegno per il Gozzano (giustamente) non ha smesso di pensare all’Avellino.