Il tecnico della Lazio, Gennaro Gattuso, ha parlato in mixed zone dopo la vittoria in amichevole contro l'Avellino. 

Le sue parole: "La squadra sta cominciando a fare quello che vogliamo. Pressione alta, squadra alta, andare uomo su uomo sulla costruzione dal basso. Qualcosa si rischia, ma anche la condizione sta migliorando. Siamo contenti perché c’è entusiasmo, poi è normale che va alzato il livello e qualcosa ci manca. Guardiamo quanto abbiamo in casa al momento, stiamo lavorando bene ed è normale che va alzata l’asticella. È un piacere allenarli”. 

Sul gruppo: “L’altro giorno qualcuno si è divertito a scrivere di Taylor ma quello fa parte del gioco. Chi mi conosce sa come ragiono, che stile ho. Per me dopo trenta minuti è finito tutto e l’avete visto anche nel pomeriggio. Dobbiamo avere questo spirito qua. Siamo contenti, già non aver perso giocatori per infortuni importanti vuol dire che abbiamo fatto meno danni possibili ed è un vantaggio. Poi bisogna essere bravi a dare continuità e arrivare a picchi di velocità elevati. Per questo c’è ancora da lavorare, la prima parte del lavoro duro l’abbiamo fatta e adesso alziamo i giri per toccare velocità differenti rispetto a questi venti giorni”. 

Sull'amico ed ex compagno Nest: "Nesta è stato un grandissimo compagno di Nazionale e al Milan. È sempre rimasto un grandissimo rapporto, ci sentiamo spesso. Lui è un po’ più tranquillo e pacato di me e io sono più sanguigno. Come giocatore era un campione, come allenatore ha buonissime idee e ci confrontiamo spesso. È un compagno a cui ho voluto e voglio bene e per cui ho grande stima, gli voglio bene”. 

Sulla scomparsa di Baresi; “Condoglianze alla famiglia di Baresi, quando parlavo con lui mi mettevo sull’attenti: era il capitano, un uomo che parlava e sorrideva poco ma quelle poche parole che gli uscivano non le sbagliava. Era unico, una leggenda, quando ci parlavi ti dava questa sensazione. È venuto a mancare presto, ma è andato a fare compagnia a tanti grandi campioni. Rimarrà nella storia del calcio mondiale, avrebbe meritato il Pallone d’Oro alla carriera per come ha cambiato il ruolo del libero. Lui era anche guardalinee: quando alzava la mano ne sbagliava pochi di fuorigiochi. Io lo ricordo così”.

Sezione: L'Avversario / Data: Sab 01 agosto 2026 alle 20:31
Marco Costanza
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Marco Costanza
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Giornalista pubblicista, amo lo sport a 360°, il calcio in particolare, tra storie e dettagli e ogni curiosità. Stage a Sky Sport, master in giornalismo ed esperienza da vendere.