Avellino, ancora passi indietro: cosa succede nella testa dei calciatori?

 di Domenico Fabbricini Twitter:   articolo letto 998 volte
Avellino, ancora passi indietro: cosa succede nella testa dei calciatori?

Doveva essere la partita della svolta, della ripartenza, dell'attacco alla "montagnetta" come l'aveva definita ieri Novellino in conferenza. Una partita alla portata in cui l'Avellino avrebbe dovuto dar seguito al punto di Perugia per ricominciare a macinare punti e risalire la china. Si è visto invece nuovamente un Avellino svuotato, svogliato, che ha fatto il minimo sindacale contro l'Entella, senza grinta e senza mordente. Un atteggiamento inspiegabile contro un'Entella che ha ringraziato e si è limitata a controllare il gioco, o meglio il "non gioco" portando a casa un punto che era nelle migliori intenzioni del neo tecnico Aglietti.

Una partita noiosa che ha vissuto solo di poche fiammate, racchiuse tra l'altro quasi tutte nei minuti di recupero quando i calciatori hanno provato una sorta di pressing quando hanno vivacchiato per il resto dei 90 minuti. Giusti i fischi non tanto per il risultato, che magari sarebbe anche potuto passare se l'Avellino ci avesse provato alla morte fino al 95', quanto per l'atteggiamento, nuovamente ampiamente rinunciatario. E pensare che dopo la scossa data dai tifosi a Perugia si era visto un Avellino famelico e combattivo: stimolo durato poco visto che davanti al proprio pubblico è tornato quell'agnellino mansueto in cui Novellino non si rispecchia e non si rivede. Lo ha detto l'allenatore nelle scorse conferenze stampa e lo ribadiamo noi oggi, più che mai.

I tifosi ora cominciano a invocare il cambio tecnico, ma a nostro avviso le colpe dell'allenatore sono relative. Se la squadra non gioca, non ci mette impegno, non fa risultato, i casi sono due: o il tecnico non riesce a fargli capire cosa vuole o i calciatori non lo seguono. Quello che proprio non si spiega è perché in alcune partite si veda un Avellino brillante e in altre, come questa sera, una squadra assente. Il problema è quindi puramente mentale ed è di difficile soluzione. La classifica non è critica, fortunatamente, ma neanche esaltate. E' anonima, quello che nessuno sperava poiché in un campionato così mediocre e compatto basta veramente poco per ritrovarsi in alto. E l'Avellino continua a fallire i suoi match point.