La presunta figurina raffigurante Anna Frank con la maglia del Benevento e la scritta "Sannita Giudeo" ha giustamente agitato il post Avellino-Benevento. Da quando ieri mattina è apparsa sui social, l'immagine ha fatto il giro della rete suscitando ovviamente indignazione e condanna. Ma ai tempi dei social, e ancor di più dell'IA e dei fotomontaggi, ogni immagine, anche quella che sembra più credibile e veritiera, può rivelarsi una bufala. Per chi fa informazione è sempre più difficile verificare l'autenticità non solo dei fatti, ma ora anche delle immagini. Una volta bastava dire "ci sono le immagini", ora non è più così. Ecco perché noi di TuttoAvellino abbiamo deciso di non pubblicare o commentare immediatamente questa immagine senza prima aver provato a verificare l'autenticità del volantino, e non certo per nascondere la magagna: anzi in caso di veridicità sarebbe partita forte la condanna anche da parte nostra.

Verifica che evidentemente non è passata per altre testate non irpine e addirittura nazionali (anche Repubblica si è occupata del caso, citando un caso analogo accaduto nel derby Roma-Lazio di qualche anno fa) che si sono affrettate a bollare come antisemiti i tifosi della Sud. Anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, si è lasciato ingannare dalle immagini esprimendo tutto il proprio disappunto per quanto accaduto nella curva avellinese durante il derby. Peccato che tale immagine sia apparsa subito un fake agli occhi di molti tifosi biancoverdi, ed estranea agli stessi frequentatori della Curva Sud. Anche la Digos di Avellino, che ha subito preso in carico la vicenda, ha bollato come falsa tale immagine. Bene ha fatto dunque la Curva con un comunicato a prendere le distanze da tale immagine, vera o reale che fosse, dichiarando la propria più totale estraneità a qualunque corrente politica (ma chi conosce il tifo di Avellino non ha neanche bisogno di tale specifica) per mettere fine a speculazioni e accuse gratuite.

Certo vero o falsa che sia, l'immagine è stata generata, e chi non ha perso tempo per utilizzarla come strumento per mettere in cattiva luce la tifoseria irpina facendo passare il secondo piano il merito del campo, ha poi corretto la mira dicendo che si tratta in ogni caso di un'immagine vergognosa. E siamo d'accordo: volantino reale o virtuale che sia, è comunque da condannare, sia che corra sugli spalti sia che corra sulla rete e sui social. Ma anche qui ci preme fare un distinguo: come si fa a verificare che sia stata effettivamente prodotta dai tifosi biancoverdi, o anche un solo buontempone che ha messo con questo gesto in cattiva luce un intero popolo interessato in quel momento solo a gioire per la vittoria nel derby? Chiunque, con le moderne tecnologie, potrebbe creare un fotomontaggio applicato a qualunque maglia, qualunque curva, e scatenare un caso mediatico.

Morale della favola, se da un lato è giusto mostrare sdegno e condanna per tale immagine, e lo facciamo ovviamente anche noi con forza, allo stesso modo bisogna verificare prima chi e perché l'ha prodotta, indistintamente dalla propria fede calcistica o residenza geografica, prima di utilizzarla troppo frettolosamente a scapito di un'intera tifoseria.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 17 aprile 2024 alle 11:30
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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