Non era assolutamente facile per l'Avellino andare a Carpi con una formazione rimaneggiata in difesa e conquistare un punto, soprattutto dopo che la squadra di Toscano è rimasta in dieci uomini per l'espulsione del rientrante Migliorini. Gli irpini cercavano una svolta in trasferta e in parte ci sono anche riusciti, perché il solo punto conquistato in casa del Vicenza era davvero troppa poca roba. E allora Toscano si è affidato ad un 4-4-2 con Radunovic tra i pali e quattro colossi in retroguardia, ovvero Gonzalez e Diallo terzini; Migliorini e Perrotta centrali. In mediana Belloni a destra, Asmah a sinistra e la coppia centrale formata da Paghera ed Omeonga. In avanti in panca Castaldo. Spazio a Mokulu e Ardemagni. Partiamo dal presupposto che il centrocampo dell'Avellino, soprattutto nella coppia centrale, non ha fornito una super prestazione e se gli attaccanti si ritrovano molte poche volte dinanzi al portiere avversario una buona fetta di colpa è da addossare proprio a chi agisce nella zona nevralgica del campo. Manca il cambio di passo, che consenta ai bomber di divertirsi un po'. Contro il Carpi la difesa ha disputato una buona prova. Migliorini come Diallo, tornato alle origini come quarto di difesa basso. Il centrale italiano, invece, ha retto finchè ha potuto ma la stanchezza nel finale di gara ha preso il sopravvento. Troppi interventi in scivolata, due gialli che gli sono costati molto cari. Squadra in dieci e sofferenza aumentata. Però l'Avellino non ha perso e questo è un dato molto importante.

Le azioni più pericolose dei padroni di casa sono scaturite quasi sempre dai piedi di Di Gaudio, scatenato come non mai, perché Gonzalez non ha il passo del terzino e non può contenere peperini come il numero 11 del Carpi, veloce, funambolo e indemoniato ieri al Cabassi. Ma d'altronde, Di Gaudio come Lasagna, sono giocatori che lo scorso anno hanno disputato la Serie A. Hanno tenuto in apprensione per tutta la gara la difesa dell'Avellino che alla fine, guardando il risultato che è ciò che conta di più, se l'è cavata non male. Tanta volontà, infine, in attacco per Ardemagni e Mokulu, ma poca concretezza. L'ex si procura e realizza un rigore, il belga invece offre buoni spunti, ma nulla di più. La compagine irpina non ha un briciolo di gioco, questo è sotto gli occhi di tutti. Azioni pericolose che non arrivano mai e le statistiche alla fine della partita dicono che l'Avellino ha tirato una sola volta in porta. Da qui è facile comprendere il rammarico di Castori. Però se Toscano riuscisse a tirare fuori almeno il carattere dei suoi ragazzi potremmo vedere una squadra più combattiva, più determinata. Ed allora i risultati potrebbero cominciare ad arrivare in maniera più costante.

Sezione: Copertina / Data: Lun 14 novembre 2016 alle 16:00
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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