Conferenza stampa di fine calciomercato per Mario Aiello, il direttore sportivo dell'Avellino.
Tanti i temi trattati, una spiegazione sul calciomercato, le scelte fatte, la rosa messa a disposizione di Biancolino.
Queste le sue parole: “Ci stavamo divertendo dai. Un bilancio? Avevamo già pianificato l'idea di dover fare alcuni interventi, il passaggio di categoria dalla C alla B ci ha portato a dover operare per step. Abbiamo dato priorità a quelle che erano le gerarchie che si sono create in campo, operando poi in uscita, laddove ritenevamo che i giocatori che sarebbero usciti avrebbero portato valore. Sotto il profilo delle uscite, ci riteniamo soddisfatti, sulle entrate lascio al campo il giudizio e a voi. Posso solo dire che gli obiettivi che abbiamo centrato, erano tutti calciatori seguiti già in passato”.
Le scelte di Le Borgne e Pandolfi: “In generale, dovendo gestire il 4-3-1-2, il numero di interventi sarebbe stato minore. Passando al 3-5-2 abbiamo dovuto integrare maggiormente un difensore centrale e qualche altro elemento. Le scelte di Le Brogne e Pandolfi: appena abbiamo visto che Palumbo giocando come mezzala ha avuto un forte impatto, questo ha liberato, diciamo, uno slot per un ruolo di play. Decidendo quindi di prendere un ragazzo polivalente: Le Borgne può interpretare più ruoli, gioca in una zona centrale, è un giocatore universale. Su Pandolfi, ci siamo mossi alla fine. Sotto il profilo numerico ci siamo, anzi fin troppo, cambiando modulo inoltre i posti si sono ridotti. Abbiamo aspettato le prime partite fin dopo lo Spezia, per fare un innesto e a quel punto abbiamo ritenuto farlo. Un po' come Biasci, preso a fine mercato dopo i problemi a Favilli, Patierno e Tutino. Con la stessa logica abbiamo preso Pandolfi, che avevamo cercato anche l'anno scorso, dal Cittadella. Per me è un giocatore polivalente, fa molto movimento in avanti, nel tempo può giocare insieme a tutti gli attaccanti che abbiamo in rosa”.
Le tempistiche di Pandolfi: “Faccio un applauso pubblico al segretario, perché il Catanzaro ce lo ha liberato solo a 13-14 minuti dalle 20. E' giusto elogiare Tommaso Aloisi, che ha fatto un lavoro meraviglioso”.
Su Sgarbi: “Un po' come Pandolfi era un discorso già avviato. Anche lui all'inverno scorso, ma non voleva scendere in C di nuovo. Oggi le situazioni sono cambiate. Anche lui è un jolly, anche a Pescara ha giocato come quinto, come fece anche qui con Pazienza. Può essere un quinto, ma anche mezza punta, trequartista. Io penso che se lui riesca a fare anche solo la metà di quanto fatto qui alcuni anni fa, ci può dare una grande mano”.
Una crescita non arrivata: “Non c'è stato bisogno di pungolarlo, lui aveva una voglia matta di tornare qui, aveva voglia di stare in una piazza come questa. Certamente, negli ultimi due anni non si è espresso come quello visto qui, ma era anche in una categoria diversa”.
La cessione di Crespi: “Non era un giocatore che volevamo fare uscire, ad un certo punto si è trovato con zero minutaggio. Gli abbiamo consigliato di aspettare a fine mercato, ma ha voluto per forza andare via e lo abbiamo accontentato. Crespi è in prestito con riscatto, a fine anno, se il Brescia lo riscatterà, l'Avellino avrà un suo tornaconto. Se non dovesse essere riscattato, avremo un ragazzo cresciuto che può darci una mano”.
Su Daffara e Missori: “Stiamo già da un po' lavorando per eventuali riscatti, anche se i club di appartenenza si riservano fine stagione per decidere. Se l'andamento è quello che stanno avendo, probabilmente avremo difficoltà con alcuni a prestito secco”.
Su Patierno: “Feci ben presente che non era un giocatore in uscita, anche per il problema fisico che aveva avuto, che lo ha lasciato fuori 3 mesi. Lo abbiamo aspettato, è tornato, poi ha caratteristiche di un attaccante che ci manca. Lato Avellino e lato personale, non c'è mai stata una idea di separarsi. L'interesse magari c'era ma non si è mai fatto nulla”.
Su Russo: “Anche qui, nessun desiderio del club e del ragazzo di andare via. Interessi ce ne erano, sì, ma non è arrivata nessuna offerta”.
Su Izzo: “Tendenzialmente non avevamo bisogno di fare un intervento. Enrici ci aveva convinto, ha fatto ottime prestazioni. Abbiamo scelto Armando per dare qualità ed esperienza, per mettere un giocatore guida anche per tutti gli under che abbiamo. Purtroppo ha avuto questo infortunio. Detto questo, se fosse capitata una opportunità interessante, avremmo fatto forse un altro difensore. Lo stesso Reale è un giocatore importante”.
Sui portieri: “Come nasce l'operazione Sassi? Volevamo prendere un portiere under da affiancare a Iannarilli già in estate. Ma non riuscimmo a inserisci per Sassi. In questi mesi, lui non ha più giocato nell'Atalanta Under 23, e quindi si sono create le possibilità di prenderlo. All'inizio volevamo cederlo in prestito, poi un problema a Iannarilli e a Pane, abbiamo deciso di tenerlo”.
Su Boersma: “Era un profilo che ci piaceva, una idea di un profilo all'estero per mettere in particolare per l'anno prossimo. Siamo andati anche in Olanda a vederlo. La trattativa è andata bene con il club,. Il giocatore probabilmente non è voluto uscire dalla comfort zone. Lingua diversa? C'era un interprete e una madre lingua, quindi non c'era nessun problema. Lo stesso giocatore però parlava un inglese maccheronico".
Sui trequartisti: “E' normale che il modulo attuale possa ovviamente svantaggiarli. Però stiamo lavorando anche con loro e certamente possiamo utilizzarli per un cambio di modulo, non è detto che il mister possa inserirli a gara in corsa in base alle esigenze”.
Su Lescano: “Sotto il profilo umano e professionale c'è dispiacere per la sua partenza, era stato un elemento determinante per la promozione, parte integrante del gruppo. Poi però si sono create delle gerarchie, trovandosi a fare minutaggio ridotto e quasi zero. E' normale che per un giocatore come lui abituato ad essere sempre protagonista, trovare meno spazio, è stato un problema e ha causato insofferenza. Lescano oso dire che è stata l'operazione perfetta. Lo abbiamo preso extra budget un anno fa per vincere il campionato e dopo un anno, ad obiettivo centrato, lo abbiamo ceduto recuperando completamente la cifra spesa un anno fa. Quindi sono soddisfatto, gli auguro ogni fortuna e lo ringraziamo per quello che ci ha dato”.
Le competitor: “Sappiamo che il girone di ritorno è un campionato diverso. L'asticella si è alzata, a mio avviso ci sono tante squadre che si sono rinforzate. Noi quando facciamo mercato, non facciamo la guerra o la lotta con le avversarie. Noi abbiamo pensato a noi stessi, andando avanti per un nostro percorso”.
In vista del futuro: “Noi tra prestiti e scadenza, abbiamo 12 giocatori che usciranno e 8-9 che rientreranno. Quindi partiremo su una base di 17-18 giocatori, Gli 8-9 che rientrano, inoltre, andranno a scadenza 2027 e quindi che potrebbero essere facilmente piazzati. Diciamo che la base di partenza dell'anno prossimo della rosa è molto umana, gestibile”.
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