La notizia positiva è che la difesa, per la prima volta in questo inizio di stagione, non ha preso gol. La nota negativa è tutta nella sterilità del reparto offensivo, per la seconda volta a secco. La prestazione offerta dall’Avellino contro il Trapani si divide tra la piacevole sorpresa di un reparto difensivo, finalmente, a tenuta stagna e le difficoltà incontrate dagli avanti biancoverdi nel far preoccupare, sul serio, il portiere granata Guerrieri.

Bene Diallo, ancor meglio Djimsiti e Gonzalez, con Toscano che a questo punto sembra aver trovato la quadratura del cerchio in difesa e anche tra i pali, con la nuova riproposizione, sicuramente positiva, di Radunovic. In mediana, invece, aspettando il pieno recupero fisico di Gavazzi e Paghera, apparsi in debito d’ossigeno nella ripresa, l’Avellino pare aver trovato in Crecco una valida pedina per la corsia mancina.

Sulla fascia opposta brilla Belloni, di gran lunga il migliore in queste prime tre gare di campionato. Corre, spinge e difende. Macina chilometri, su e giù, per la corsia destra. Al limite della perfezione le sue diagonali difensive, da terzino vero. Purtroppo, essendo un mancino puro, ha la necessità di frenare la discesa per accentrarsi e crossare col piede preferito. Unica pecca di un rinforzo azzeccato per il centrocampo avellinese.

In attacco ha convinto, a metà, l’intesa tra Castaldo e Ardemagni che, dopo la mezzora insieme a Chiavari, ha avuto modo di affinare la sinergia lungo tutto l’arco della sfida contro il Trapani. I movimenti sono giusti, le occasioni create in tandem pure. E’ mancato solo l’ultimo guizzo ad entrambi. Non convince, invece, la nuova posizione di Verde. L’ex Roma e Frosinone è apparso un pesce fuor d’acqua sulla linea dei centrocampisti. Troppo distante dalla porta avversaria e in difficoltà nel trovare lo spazio giusto per armare il suo sinistro. L’idea potrebbe essere vincente, ma il talento del partenopeo rischia di essere limitato.

In pratica, la base per un campionato sereno e senza grossi patemi, checché ne dica la classifica in questo momento, sembra esserci tutta. L’intesa tra i tanti volti nuovi in organico va migliorata con il trascorrere delle giornate. Sabato, intanto, il calendario offre all’Avellino uno degli avversari peggiori da affrontare in questo torneo cadetto. Il Verona, sconfitto in trasferta dal Benevento, non avrà Antonio Caracciolo in difesa e probabilmente Pazzini in attacco, ma Pecchia può ugualmente contare su una rosa da far tremare i polsi. 

Sezione: Copertina / Data: Dom 11 settembre 2016 alle 08:00
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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