Non deve essere stato facile per l'Avellino scendere in campo con la testa sgombra in una settimana che ha regalato contestazioni in tutta la provincia, il malore a Toscano e una sfida tanto delicata quanto importante contro un ostico Pisa. Eppure la compagine biancoverde, orfana del proprio allenatore (ha seguito la gara in una stanza della clinica Santa Rita) è riuscita a portare a casa una vittoria che sa tanto di ossigeno puro. Massimo risultato con il minimo sforzo. Non sempre un bene, perchè gli irpini non hanno un briciolo di gioco, ma ci hanno messo il cuore. E' bastato ai danni di un Pisa che è tutto fumo e niente arrosto; il 4-3-1-2 di Gattuso con Peralta dietro a Varela e Cani mette sì in difficoltà l'Avellino con ripartenze e giocate di buona qualità, ma al momento decisivo i nerazzurri si perdono. Manca la stoccata decisiva, che non è riuscita a dare l'albanese Cani, in lotta tutta la gara con il connazionale Djimsiti. In Serie B, si sa, quando manca il cinismo puoi pagare dazio. E' stato così, perchè il vice allenatore Napoli, con il grande, se non totale ausilio di Toscano, ha schierato in campo un 4-4-2 con Camarà sulla destra al posto di Belloni. Crecco esterno sinistro e centrocampo leggerino con Paghera ed Omeonga, non autori di una prestazione brillantissima. In avanti Mokulu risulta il migliore, Ardemagni non incide sulla partita.

Il centravanti belga è colui che incide maggiormente sulla gara, fa impazzire Lisuzzo e Longhi spesso sulla corsia di sinistra ma non calcia mai in porta e quindi non si rende pericoloso come invece potrebbe. La forma è tornata quella dello scorso torneo e questo Mokulu potrebbe dire seriamente la sua. Però, dicevamo, l'Avellino non ha creato pericoli. Zero i tiri in porta contro una difesa che sì concede poco, però non è imbattibile. Nella ripresa il cambio di modulo non ha sortito grandi effetti, con lo spostamento di Camarà sulla trequarti. L'intuizione di Toscano, seppur convalescente a dannarsi l'anima davanti al televisore, è però vincente. Dentro il capitano D'Angelo che potrebbe dare la scossa alla squadra, fuori proprio Camarà. Il sinistro deviato del numero 8 beffa Ujkani e porta i biancoverdi in vantaggio. Vantaggio poi conservato non senza soffrire, ma fa parte del gioco. Dati alla mano, l'Avellino non avrà brillato, ma quattro punti in due partite sono un bottino assolutamente positivo considerata l'ostica trasferta di Carpi.

Sezione: Copertina / Data: Dom 20 novembre 2016 alle 08:06
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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