L’Avellino di Capuano si è fermato alla prova del nove, quella contro la capolista Reggina, rimasta tale e pure imbattuta dopo la vittoria di ieri al Partenio-Lombardi, in una partita che ha lasciato in eredità spunti di riflessioni ma anche tante polemiche. Dito puntato contro l’arbitro, Gariglio di Pinerolo, per un paio di decisioni che hanno fatto storcere il muso ai biancoverdi ma che, con l’ausilio delle immagini, sembrano molto meno gravi di quanto invece potevano sembrare a velocità normale e nell’immediato post-gara.

L’Avellino non deve trovare e nascondersi dietro agli alibi, ma deve mordersi le mani perché con un pizzico di attenzione in più avrebbe evitato le due reti di Denis, che ha semplicemente approfittato delle sbavature di Illanes (sul primo gol) e di Laezza, lasciatosi andare troppo facilmente sulla leggera spinta di De Francesco, spianando la strada al raddoppio del Tanque.

Quella stessa attenzione mostrata nel primo tempo, tanto da lasciare il capocannoniere del girone Corazza a secco, spingendo Toscano a sostituirlo nell’intervallo. E’ un Avellino che ha dimostrato di essere ancora in fase di trasformazione, ogni tanto torna ad essere quello ammirato sotto la gestione Ignoffo, anche se poi la grinta mostrata sul 2-0 amaranto è di chiara impostazione “eziolinesca”.

La determinazione non manca, manca piuttosto la qualità sotto porta. Il peso dell’attacco è tutto poggiato sulle giovani, ma sempre più forti spalle di Charpentier, a segno per la quarta volta di fila. I suoi compagni di reparto, più esperti e conoscitori della categoria, continuano a latitare: Albadoro non segna dalla prima giornata, Alfageme dalla Coppa Italia. La squadra gira, gioca pure abbastanza bene, ma senza un terminale offensivo in più, quanto costruito crolla di fronte alle difese avversarie.

C’è poi da debellare la crisi interna di risultati. Quello che era un fattore, un fortino, è diventato terra di conquista per gli avversari di turno. Teramo a parte, tutte le squadre affrontate al Partenio-Lombardi sono riuscite a portare via punti, chi l’intera posta in palio (Catania, Bisceglie, Virtus Francavilla e Reggina) e chi un pareggio pesante (Rende e Bari). La legge del Partenio non esiste più e per una squadra che deve salvarsi è un problema grave.

A questo punto meglio giocare in trasferta, viste le tre vittorie ottenute finora. Sabato i biancoverdi saranno di scena a Catanzaro, contro una formazione in crisi profonda, reduce dall’1-1 interno contro il Rende, preceduto da tre ko di fila e dal cambio di allenatore (via Auteri, dentro Grassadonia). Può essere l’occasione giusta per portare a casa un risultato prezioso, nell’attesa che l’antidoto anti-maledizione faccia effetto.

Sezione: Copertina / Data: Lun 28 ottobre 2019 alle 08:30
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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