L'Avellino esce con le ossa rotte dalla sfida del Bentegodi contro l'Hellas Verona in una partita dove la sconfitta era facilmente pronosticabile, in virtù della differenza tra le due formazioni. Ma nel calcio mai dire mai e crederci è l'imperativo in ogni gara. Probabilmente i biancoverdi però ci hanno creduto poco sin dall'inizio. Ma andiamo con ordine. Toscano lascia a casa gli infortunati Migliorini, Molina, Lasik e Frattali, oltre a D'Attilio e Tassi per scelta tecnica. 3-5-2 e non si cambia. Rispetto al Trapani sono solo due le novità: D'Angelo in mediana e Mokulu al fianco di Ardemagni per far rifiatare Castaldo in virtù del turno infrasettimanale di martedì contro il Cittadella.
Il Verona, dal canto suo, doveva e voleva portare a casa tre punti per allontanare i mugugni del pubblico scaligero dopo la sconfitta in quel di Benevento. Pecchia recupera Fares e Pazzini ma li lascia in panca, mentre al posto dello squalificato Caracciolo in difesa c'è l'ex Cherubin. Un 4-3-3 offensivo, che però regala la novità Juanito Gomez al centro del tridente al posto di Ganz. La gara non riserva troppe emozioni inizialmente, ma si capisce subito che a tenere il pallino del gioco in mano saranno i padroni di casa. Pressing alto e stop alla manovra, seppur lenta e prevedibile dell'Avellino, che non riesce a giocare se non con lanci lunghi che innescano diversi fuorigiochi. L'Hellas poi passa in vantaggio con un gol fortunoso di Bessa e comincia la sagra dell'orrore per la retroguardia irpina. E' Djimsiti a respingere male sui piedi del centrocampista gialloblù: destro, devia Gonzalez e quasi papera di Radunovic poco attento. Si fa male Gavazzi e Toscano schiera Soumarè mezz'ala sinistra. Mossa alquanto dubbia vista la presenza di Jidayi in panchina e Crecco che nasce interno sinistro.

Avellino che appare tramortito dal vantaggio, ma i biancoverdi trovano il pareggio con Belloni che si accentra sul mancino e fa partire un tiro-cross deviato da Fossati: Nicolas battuto. Da questo momento il Verona capisce che deve ritornare costantemente all'attacco e dopo circa tre minuti ecco che sugli sviluppi di un corner Pisano, che sa fare male, è totalmente solo in area. Nessuno lo marca e di testa non deve neanche staccare, ma solo indirizzare all'angolino per siglare il 2-1. Altro fendente mortifero per D'Angelo e i suoi che si vedono realizzare il tris da Romulo al termine di un'azione fantozziana. Scontro tra Djimsiti e Diallo, Gonzalez regala letteralmente la palla a Romulo che salta lo stesso difensore uruguagio, salta Radunovic e realizza il gol del 3-1.

Da questo momento in poi la partita si può dichiarare conclusa. Gli ingressi di Asmah e Verde regalano quel pizzico di brio in più ma non cambiano per nulla l'inerzia della gara. Il piccolo Avellino viene sconfitto dal gigante Verona in tutto e per tutto. Sia dal punto di vista del gioco che dal punto di vista fisico, dove i biancoverdi hanno potuto imporsi ben poco. Troppo il talento degli uomini di Pecchia che sono arrivati sempre primi sulle seconde palle ed hanno avuto il merito di essere molto più concentrati su ogni contrasto. Per l'Avellino è notte fonda e martedì contro il Cittadella capolista solitario a punteggio pieno non si potrà assolutamente sbagliare.

Sezione: Copertina / Data: Dom 18 settembre 2016 alle 07:50
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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