"Alfageme non è un attaccante, Albadoro non è una prima punta", così Salvatore Di Somma durante la conferenza stampa post-partita contro la Virtus Francavilla. 

Il direttore sportivo dell'Avellino ha voluto proteggere la squadra assumendosi le colpe della sconfitta: "Perché la squadra l'ho fatta io". Ma le dichiarazioni dell'esperto dirigente biancoverde non hanno convinto totalmente, soprattutto per ciò che concerne la disamina del reparto offensivo, capace di segnare una sola rete in sei giornate, con Albadoro, per il momentaneo 1-2 contro il Catania, prima del tracollo avvenuto nel secondo tempo. 

Una sola rete a fronte delle nove realizzate dalla squadra in quattro gare, considerato che le ultime due si sono chiuse con sconfitte interne e zero gol all'attivo. Albadoro non è una prima punta, Alfageme non è un attaccante: e allora perché non puntare su altri profili?

Il budget, seppure non esagerato, a disposizione di Di Somma permetteva di puntare su calciatori più funzionali al credo tattico di Ignoffo, tenuto nascosto durante la conferenza stampa di presentazione e scoperto nel corso dei primi allenamenti al Partenio-Lombardi: il 3-5-2. 

All'Avellino manca una prima punta (che non è Albadoro) e una seconda punta (che a questo punto non è Alfageme, utilizzato ieri da esterno nel 3-4-3) ed è impossibile che l'intero peso dell'attacco possa poggiare sulle giovani spalle di Charpentier, che ha avuto modo di confrontarsi soltanto nei campionati giovanili in Francia e nel massimo campionato lettone: ha bisogno di tempo e tranquillità e di crescere accanto a compagni più esperti.

Si poteva fare meglio? Probabilmente di sì. Sul mercato c'erano prime e seconde punte a disposizione, che avrebbero accettato stipendi più che alla portata per le casse societarie. Invece si è provato a mettere a segno il colpo a sensazione, riportando Gigi Castaldo in biancoverde: un'operazione più che complicata, quasi impossibile, che ha spaccato la piazza e fatto allontanare il focus dell'attenzione mentre i giorni passavano e il mercato si avviava alla conclusione.   

Qualche buon attaccante c'era pure, gente con un discreto curriculum in Lega Pro: Germinale, Infantino, Sorrentino, Saraniti sul quale Di Somma è piombato, ma a budget già sforato e a mercato bloccato

Ecco, il budget sforato: di qualcuno sarà pure responsabilità, qualcuno avrà pur sbagliato a fare i conti, andando oltre le 800mila euro nette a disposizione, oppure no? 

La società ci ha messo sicuramente il suo, risolvendo la grana a mercato finito, ma con maggiore oculatezza si sarebbe potuto evitare il black-out che ha condizionato gli ultimi giorni di mercato: "Non era in programma stipulare una fideiussione integrativa, ma abbiamo sforato il budget, di pochissimo, e si è reso necessario produrne una nuova", ha detto Di Somma.

E pensare che, la stessa Virtus Francavilla ieri mattatrice al Partenio-Lombardi, tre stagioni fa costruì con Trinchera direttore sportivo una rosa con meno di 650mila euro a disposizione. Arrivò nona e fu eliminata al secondo turno dei playoff. 

Sezione: Copertina / Data: Gio 26 settembre 2019 alle 13:03
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
vedi letture