Il direttore sportivo dell'Avellino, Mario Aiello ha tracciato un bilancio di fine stagione nel corso della conferenza stampa odierna, rispondendo alle varie domande che gli sono state poste.
CONFUSIONE IN ATTACCO E MANCATA AUTONOMIA SUL MERCATO – "Molti giocatori non hanno rispettato le aspettative che avevamo. Abbiamo avuto giocatori tipo Tutino e Favilli che hanno sofferto per un’operazione chirurgica post-arrivo ad Avellino. Storicamente Favilli ha avuto problemi fisici, ma non a Bari nell’ultima giornata. E proprio il Bari lo avrebbe voluto tenere. E’ partito con noi in ritiro, non ha saltato un allenamento, ha giocato delle amichevoli e poi si è infortunato sul campo ad Atripalda mentre calciava il pallone, subendo il distacco di un tendine. Conviveva con un problema a un tallone, ma è una problematica che consente di giocare a calcio, ci convive anche Elmas del Napoli. Si è operato, le cose sono andate per le lunghe purtroppo. Tutino? Lui non si è mai infortunato, ha sempre giocato, a novembre scorso si fece male con la Sampdoria ed è rientrato a marzo-aprile. A maggio si è sottoposto a una pulizia alla caviglia, ha svolto le visite mediche con noi, le ha superate, ma aveva ancora dolore, perché un frammento osseo gli creava problemi ed è stato costretto a rioperarsi. D’Andrea si è fatto male in amichevole, Patierno si è fermato per altri motivi. Siamo stati bravi con un intervento mirato, quello di Biasci, che avevamo chiamato già a giugno, e non ci diede disponibilità immediata a venire. Siamo andati su altri profili, tornando poi su un elemento con le sue caratteristiche. E siamo contenti di averlo fatto.
Crespi? Non è mai stato in uscita, ha fatto un ottimo percorso nel girone di andata, tenendo sulle spalle il peso dell’attacco. Però è successo che nelle gerarchie che si erano create, lui non era una priorità. E’ venuto da noi a inizio gennaio e fino a fine mercato ci ha chiesto di andare via per giocare con continuità. Non volevamo mandarlo mia, ma mi sono dovuto adeguare alle sue volontà e alle scelte dell’allenatore. Ma è stata fatta un’operazione di mercato importante, se il Brescia lo riscatterà avremo fatto una plusvalenza, altrimenti lo terremo con noi volentieri.
Lescano non stava giocando, aveva un ingaggio importante e abbiamo deciso di cederlo recuperando l’intera cifra spesa per prenderlo. E’ stato sostituito da Pandolfi, che è stato ritenuto un oggetto misterioso, ma ha alle spalle anni di B, a Cittadella ha fatto 16 gol in due stagioni, numeri buoni per un attaccante di Serie B. Abbiamo pensato di aver preso un attaccante di categoria, rispetto a chi è andato via, che avevano segnato soltanto un gol. Però piano con le critiche, perché quante opportunità ha avuto Pandolfi quest’anno? Pochissime, spezzoni di gara in cui ha avuto delle opportunità per segnare, è vero. Però se ha creato tre palle gol a Catanzaro in pochi minuti, il risultato è importante. Di attaccanti che fanno sfracelli in Serie B non ce ne sono, a parte Pohjanpalo o Esposito l'anno scorso. Calciatori che hanno segnato poco l'anno scorso, hanno segnato tanto quest'anno, come Abiuso e Pecorino. Poi Pandolfi può piacere o meno, ma le opportunità avute sono state poche, non per colpa dell'allenatore sia chiaro, ma perché avevamo un numero elevato di attaccanti".
SGARBI - "Quando lo abbiamo preso giocavamo col 3-5-2 e lui ad Avellino, per necessità, aveva giocato anche da esterno sinistro. Siccome stavamo cedendo Cagnano, che per noi non era un quinto di centrocampo, ma un esterno difensivo. Avevamo Sala e Milani a sinistra, abbiamo pensato che il mister avrebbe potuto avere bisogno di un esterno offensivo, per darci qualcosa in più in determinate partite. Poi siamo passati al 4-3-1-2 ed è andato in concorrenza con tanti altri calciatori in attacco".
CALCIATORI IN SCADENZA – "Per quanto riguarda i rinnovi, sono una priorità assieme alla scelta dell’allenatore e alla definizione del mercato. Con Enrici il discorso è già avviato, per gli altri in scadenza nel 2027 faremo delle valutazioni. Per tutti gli over presi, Insigne, Biasci, Simic e Favilli, abbiamo fatto un ragionamento non andando oltre un contratto con scadenza nel 2027, creando delle condizioni per un rinnovo al 2028 in base alle presenze, come avvenuto con Biasci e Simic, mentre per Insigne e Favilli non è scattato il bonus presenze e sono in scadenza. Aspettiamo l’allenatore e faremo le opportune valutazioni".
BUDGET MERCATO E OBIETTIVI – "Abbiamo avuto un budget di 14 milioni di euro quest’anno. Avremo sempre un budget di livello medio per lavorare nel modo giusto, poi con la crescita, con il lavoro dell’allenatore e con le scelte giuste potremo consentire all’Avellino di fare qualcosa di ancora più importante. L’obiettivo dell’anno prossimo sarà ripetere quanto fatto quest’anno, salvarsi in anticipo e puntare ai playoff. Ma bisogna far crescere il valore dei calciatori di proprietà e migliorare le strutture. Incastrando questi aspetti, si può puntare in alto, come accaduto a Frosinone, che però viene da un percorso duraturo. Stiamo pagando ancora giocatori presi due anni fa, per gli incentivi all’esodo, ma i giovani ci hanno portato minutaggio consentendoci di guadagnare. Quindi l’obiettivo è rifare questo tipo di mercato. Rientreranno nove, dieci giocatori dal prestito, ma molti di questi sono in scadenza. Non siamo spaventati, rispetto alle 38 uscite già effettuate".
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