L'Avellino è giunto ad un momento cruciale della stagione, quasi a metà del girone di ritorno, con la sosta forzata vista l'esclusione del Trapani e quindi con una domenica da spettatore. E' tempo quindi di bilanci, se pur ancora provvisori, ma allo stesso tempo interessanti. 
Braglia ha trovato la giusta quadra della squadra, dimostrando che a novembre e dicembre aveva ragione, quando i risultati arrivavano in maniera altalenante, e spesso non arrivavano, causa Covid, causa infortuni, causa ritiro non fatto. Serviva continuità di allenamenti a questa squadra e i fatti gli stanno dando ragione. Braglia in questi mesi, ha abituato a sorprendere tutti nelle scelte, ruotando, soprattutto in attacco, i propri uomini, ma al momento, se c'è qualcuno su cui non può fare a meno il tecnico toscano, oltre a Simone Ciancio (primatista come minuti giocati), quello è Fabio Tito. 
L'esterno, classe 1993, si sta dimostrando il valore aggiunto della compagine irpina, mettendo a disposizione il suo sinistro magico, fornendo ben 10 assist e anche un gol, quello contro la Turris nella gara di andata. Dell'importanza del sinistro di Fabio Tito ce ne eravamo subito accorti, nella gara di Viterbo, seconda giornata (prima effettiva visto la sospensione proprio della gara con la Turris per il nubifragio). Ingresso in campo nella ripresa e assist al bacio al 95' per il gol vittoria di D'Angelo. 
Il sinistro di Fabio, lo avevamo detto subito, sarebbe stato un fattore per Braglia. Lo stato di forma dell'esterno campano, però, non era ottimale, spesso non ha giocato, o entrato nei minuti finali, nonostante la rete alla Turris. Una condizione non ottimale, causa il mancato ritiro, poi aggiungiamoci anche il Covid, preso anche in maniera forte e con sintomi importanti. Insomma, un  novembre nero per Fabio, lo ricordiamo nella gara con il Catania, quando fu schierato appena recuperato dal Covid, con l'Avellino in emergenza totale, dove disse "che spesso in quella gara gli sembrava di stramazzare al suolo perchè gli mancava il respiro ad ogni allungo". Tito però ha saputo aspettare, tenere duro e dimostrare, da dicembre in poi, le sue doti di assist-man, sia da fermo che con cross su azione manovrata. 
La svolta, nella gara con il Bisceglie, del 9 dicembre, dove regalò due assist ai compagni. Un altro assist poi nella roboante vittoria con il Monopoli per arrivare al 2021, perfetto dei lupi. Ben 5 assist in 7 partite, con Cavese, Viterbese, Palermo, Foggia e Casertana. Per arrivare alla quota di 10 assist, di cui 8 al Partenio e due fuori casa. 
Tito sta diventando un fattore straordinario per la squadra, tanto che Braglia lo ha sempre schierato nelle ultime partite, nonostante meritasse di tirare anche un pò il fiato. Per sua stessa ammissione, nel post gara di Caserta, "la pausa arriva al momento giusto, perchè aveva alcuni acciacchi". Ma la sua umiltà e il rispetto per il ruolo che ha, è quello che più colpiscono del giocatore, quando ha parlato di essere fortunato per il lavoro che fa e non può lamentarsi, visto che c'è tanta gente che causa Covid il lavoro magari lo ha perso.

Tito dunque, al momento non si tocca.. Effettivamente, Braglia aspetta che la condizione di Baraye cresca, per potergli dare un pò di ricambio, in questa fase finale di stagione e in ottica playoff. E meno male che a 18 anni, dopo le giovanili con il Napoli, Fabio voleva smettere di giocare, come ha ammesso ad "Un lupo in famiglia". Vedeva tante cose che non gli piacevano e inoltre non voleva gravare sulle spese della famiglia. Un ragazzo d'oro, quindi.

Tito ha voluto fortemente l'Avellino, ha aspettato questa occasione e la sta sfruttando al massimo. L'esterno è la fortuna di tanti giocatori, grazie al suo piede magico. Come ha ammesso Silvestri "è graze a Fabio che riesco a segnare tanti gol su calcio piazzato". Il lavoro con mister De Simone sui piazzati è certamente un fattore determinante per questo Avellino e Braglia gongola. In vista dei playoff, i lupi hanno un'arma fondamentale sulla corsia mancina. 
 

Sezione: Focus / Data: Mar 23 febbraio 2021 alle 12:40
Autore: Marco Costanza
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