Francesco Millesi si è avvalso nuovamente della facoltà di non rispondere davanti al P.M. della DDA di Napoli. L'ex Avellino è indagato per le presunte combine di alcune partite degli irpini nella stagione 2013/14. Il legale difensore di Millesi, Dario Vannetiello, spiega ad Otto Channel 696 la situazione dell'ex centrocampista dei Lupi: “L'interrogatorio è durato pochissimi minuti perché Ciccio Millesi ha inteso avvalersi della facoltà di non rispondere anche in questa occasione, allorquando doveva essere interrogato dal Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia”. Ma l'Avellino dovrebbe restare fuori dalla vicenda come si legge ancora: “Presumo perché la DDA volesse formulare a Millesi delle domande con riferimento alle dichiarazioni da lui rese innanzi alla giustizia sportiva. L'altra ragione potrebbe essere determinata dall'acquisizione da parte della giustizia penale di ulteriori elementi di indagine che voleva approfondire proprio attraverso le dichiarazioni di Millesi.

La scelta di non rispondere, in questo momento processuale, è stata una scelta tattica perché rossimamente verrà redatto un avviso di conclusione delle indagini e da quel momento Millesi potrebbe chiedere di essere interrogato a sua volta dal Pubblico Ministero oppure potrebbe rendere le sue dichiarazioni davanti al giudice dell'udienza preliminare, che, ovviamente, è un giudice terzo e, quindi, l'interrogatorio è senz'altro un interrogatorio più efficace poiché avviene in contraddittorio tra le parti, alla presenza di un giudice imparziale". Poi un pensiero  sui pentiti: "Quando parlano troppe persone non è mai cosa buona. Nella partita contro il Modena non si riesce a capire quale sia l'azione combinata e non si riesce a risalire alle persone che avrebbero architettato tutto. E' il momento - conclude - di fare le valutazioni più opportune".

Sezione: Focus / Data: Mer 05 ottobre 2016 alle 09:41
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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