focus

Stipendi non pagati, Ghirelli: “Il mio sfogo? Contro i procacciatori di affari che pensano alle loro parcelle”

Stipendi non pagati, Ghirelli: “Il mio sfogo? Contro i procacciatori di affari che pensano alle loro parcelle”

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli è tornato sul suo sfogo in risposta al mancato pagamento degli emolumenti da parte di alcune società di terza serie.  Ghirelli ha affermato di non avercela contro i club, ma...

redazione TuttoAvellino

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli è tornato sul suo sfogo in risposta al mancato pagamento degli emolumenti da parte di alcune società di terza serie. 

Ghirelli ha affermato di non avercela contro i club, ma con chi dichiara di conoscere lo stratagemma per evitare il pagamento degli stipendi: "La mia presa di posizione non è rivolta ai club, non mi sarei permesso e non mi permetterei mai. I club hanno il sacrosanto diritto di fare tutto ciò che ritengono necessario ed utile per difendere la loro esistenza, specialmente quando l’oggi mette in discussione il futuro. Mi sono scagliato contro quei professionisti (o presunti tali) che telefonano ai club per dire che conoscono la strada per non pagare i calciatori. Ci sono i professionisti procacciatori dei propri affari, pensano solo alla loro parcella e questa situazione è stata già sperimentata ed è clamorosamente conosciuta. Nel passato quando i club erano sanzionati con dei punti di penalizzazioni per mancato rispetto dei pagamenti delle scadenze federali, avevano escogitato la proposta del pagamento della parcella in base al numero dei punti che sarebbero riusciti a far togliere in sede di dibattimento nelle aule della giustizia sportiva. Fatte le nuove regole, questo giochino è finito.

Ed è finito anche perché la riforma della giustizia ha chiuso la fase di chi vantava di avere santi in paradiso. Io lo so che ci sono personaggi loschi che non mi sopportano (un eufemismo!), tra di loro sono uniti da un reticolo sotterraneo di interessi poco chiari; c’è chi pensa di avere parcelle per sè togliendo emolumenti ai calciatori; banditi dei fallimenti che per rientrare nel sistema tentano il ricatto; professionisti che vorrebbero rientrare in enti dove gli è precluso (è meglio non parlare delle gesta compiute che hanno portato alla preclusione); direttori che chiedevano soldi alle famiglie per far giocare giovani. Lo sappiano, non mi creano turbamento alcuno. Diceva il sommo Poeta, non ti curar di loro e vai avanti. Avanti per cambiare ed oggi per dare una mano per sconfiggere questo maledetto virus che si aggira per il Paese.

Un’ultima cosa, se il mio scritto è stato interpretato diversamente da ciò che volessi dire, la colpa è solo mia, dovevo rifletterci di più e renderlo chiaro per tutti. Grazie".