Alessandro Fabbro, ex difensore dell'Avellino e attualmente in forza al Bra in serie D, ha rilasciato un'intervista al sito gianlucadimarzio.com, nel corso della quale ha ricordato l'esperienza in biancoverde, concentrandosi poi su Massimo Rastelli e i compagni di squadra Izzo, Zappacosta e Pisacane. In primis, il ricordo della traversa di Bologna: "Mi brucia ancora, perché a livello professionale è stata la mia stagione più importante e andava tutto bene. Sono contentissimo per Fabio perché so quali sacrifici ha dovuto fare per arrivare così in alto. Tutto il durissimo lavoro che ha fatto è stato ripagato e penso che il suo pianto di qualche settimana fa sia un'immagine di sport bellissima. Rastelli, invece, è un predestinato. Ho visto raramente in carriera un allenatore credere fermamente negli obiettivi come lui. Non lascia nulla al caso, studia le partite nei minimi particolari, si documenta e ha intuizioni geniali. Per forza doveva arrivare, significa che nello sport un po' di giustizia c'è. Attraverso il lavoro quotidiano si è migliorato e si è meritato questo livello".

Su Zappacosta: "Zambrottino! Lo chiamai così io qualche anno fa, sai un ruolo un po' ibrido, che mischia caratteristiche del terzino classico e dell'ala. Non avevo dubbi che sarebbe arrivato in alto. E' un ragazzo umile con grandi doti tecniche e umane. Aveva una velocità fuori del comune e dal primo giorno che ci siamo allenati assieme ha puntato a migliorarsi. Spero che diventi il futuro terzino destro della Nazionale perché se lo merita".

Sezione: News / Data: Gio 24 novembre 2016 alle 12:57
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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