Giovanni Ignoffo è il nuovo allenatore dell'Avellino. Il tecnico siciliano, in passato difensore biancoverde, si è presentato nel pomeriggio: "Il direttore mi sta mettendo nelle condizioni di poter avere un'opportunità molto grande per il mio futuro e la mia professione. A me le sfide piacciono e non mi tiro indietro di fronte alle difficoltà e vorrei che noi e voi queste difficoltà ce le buttassimo alle spalle. Faremo il massimo, non sono spaventato, poi il campo parlerà per noi. Non vedo l'ora di allenare e di trasmettere cosa significa stare ad Avellino. Se lo capiranno, sono certo che ci toglieremo delle soddisfazioni. I contatti con la proprietà? E' stato tutto fatto velocemente, io ho solo dovuto accettare l'offerta, perché all'Avellino non si può dire no. Io grazie all'Avellino sono diventato uomo e calciatore, ho toccato la Serie A. Se fai bene ad Avellino ti viene a cercare il Milan, la Juve, l'Inter...". 

Sul cammino da intraprendere: "L'entusiasmo ci guiderà, non mi piace sentire la parola rassegnazione, ad Avellino non l'ho mai sentita, nè ho mai visto gente rassegnata. Alimentiamo la voglia di risollevarci dal problema, credo che molti allenatori, preparatori e calciatori vorrebbero stare qui al posto nostro. Perché questa è una piazza importante e sono orgoglioso di essere qui. Se la gente vede in campo dei gladiatori sono certo che ci verrà a vedere dappertutto. Dobbiamo incarnare i valori degli avellinesi, farà la differenza l'aspetto morale. Chi verrà qui saprà che ci saranno delle difficoltà. Chi ha carattere non si esalta e non si deprime, portare la gente allo stadio è il nostro obiettivo. Dobbiamo uscire dal campo con la maglia sudata, sporca di fango e strappata". 

Sul rapporto con Cinelli: "Con Daniele non c'è bisogno di presentarci, abbiamo convissuto da calciatori e da allenatori per dieci anni. Quando arrivò ad Avellino nel 2000 ho subito capito che uomo era, anche se eravamo entrambi giovani. Conosciamo a memoria il nostro percorso e so che con gli uomini usciremo fuori dalle difficoltà. Io e Cinelli siamo un'unica persona, il pensiero è comune anche se non parliamo. Nutriamo una sintonia di idee e di compicità che ci aiuterà molto. La squadra avrà una sola voce, la mia. Sarò io a dare le direttive alla squadra, ma tutto quello che farò, lo condividerò con Daniele, che sono certo che mi fermerà se starò sbagliando. La collaborazione è importante".

Sul programma di allenamento: "Con lo staff abbiamo programmato le fasi di allenamento, di una squadra che ancora non abbiamo. Mi auguro che la mia squadra ragioni con una sola testa, perché singolarmente non andremo da nessuna parte. La collettività andrà lontano, i tifosi sono certo che ci sosterranno, lo hanno sempre fatto. Ragioniamo col noi, e con una prerogativa: usciamo fuori dal momento difficile. Il modulo? Preferisco tenerlo per me. L'importante è l'interpretazione del modulo, non il modulo di per sé. Magari le idee cambiano in base ai calciatori che avremo a disposizione". 

Sulle differenze tra i campionati giovanili e quelli professionistici: "Ci sono delle differenze importanti, ma alcuni giovani potranno essere utili alla causa. Qualche giovane del Palermo che avrei voluto portare qui è andato altrove, ma qualcuno potrebbe presto aggregarsi alla rosa biancoverde".

Sulle possibili riconferme: "Il direttore sta lavorando sui profili che noi abbiamo identificato, ha parlato con i procuratori e presto troverà la soluzione per farli restare ad Avellino. I nomi? non ne faccio". 

Sezione: Copertina / Data: Ven 02 agosto 2019 alle 16:38
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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