Cristiano Danna, ex centrocampista con un passato nel settore giovanile dell'Avellino, dove ha anche esordito tra i professionisti in Serie C1 nella stagione di Ammazzalorso, irpino di origine, oggi fa il talent scout per una importante squadra della Bundesliga.
Cristiano partirà lunedì per l’Argentina per visionare alcuni talenti da segnalare al proprio club. Con lui abbiamo parlato anche del momento in casa Avellino, del lavoro dello scouting in generale e della sua passione per i colori biancoverdi come tifoso.
Cristiano Danna tu sei un talent scout, ti occupi della scoperta e della visione di nuovi talenti, di giovani calciatori. Lunedì partirai per l’Argentina per visionare nuovi talenti. Raccontaci un po’ la tua esperienza e in particolare di cosa ti occupi?
“Io sono sotto contratto con una squadra importante di Bundesliga. Questo è il secondo anno che sarò sotto contratto con loro e abbiamo deciso di trasferirci in Argentina per un po’ di tempo, per seguire la fase finale del campionato argentino per visionare alcuni profili che abbiamo già sul taccuino e andremo ad analizzarli in maniera più specifica, per cercare di capire in quale ruolo possiamo attingere, dove abbiamo maggiore necessità e i profili che possono fare al caso nostro”.
Cristiano il tuo è un legame importante con Avellino e con l’Irpinia, tu sei di origini avellinesi, tuo papà era di Avellino. Ci racconti il tuo legame, la tua passione per i colori biancoverdi, spesso ti abbiamo visto anche in curva a seguire i lupi. Raccontaci da dove nasce la tua passione
“La mia passione nasce da piccolo, quando mio padre, irpino, come tutti, mi ha inculcato questo legame. Noi abitavamo a Roma, ma una domenica sì e l’altra pure, eravamo sempre giù ad Avellino. All’epoca c’era anche la Serie A, quindi guardavamo il grande calcio, i momenti storici di questo club. Mio padre aveva una grande amicizia con il presidente Sibilia. Per noi l’Avellino era famiglia e questa cosa ce la siamo portata per sempre. Anche i miei fratelli seguono sempre come me, domenica scorsa erano presenti a Cesena, spesso fanno le trasferte. Io ora abito ad Alghero in Sardegna e lavorando con il calcio ho meno possibilità di muovermi, ma appena posso lo faccio. Come l’anno scorso le ultime partite, prima della promozione, sono venuto. Ho trasmesso questa passione anche alla mia famiglia, la nostra è una passione, ho contagiato anche mia moglie che è sarda, simpatizza per il Milan, ma vuole sempre sapere cosa fa l’Avellino, si informa ed è contenta quando va bene. E anche lei è stata in Curva Sud ed è stata una emozione bellissima. L’intera passione che io ho per il calcio lo devo all’Avellino, ho frequentato spesso i bar più importanti, sono cresciuto con i vari Marcantonio Napolitano, Franco Iannuzzi, Ciro Picone, stavo sempre al bar loro. Mi hanno trasmesso la passione per l’Avellino ma per il calcio in generale e li ringrazierò sempre, perché questa passione me la sono portata sempre dietro”.
Cristiano ci fai una analisi di questo inizio di campionato dell’Avellino. Inizio positivo, la classifica parla chiaro, però ci sono cose da sistemare. Ora siamo reduci dalla debacle di Cesena, bisogna reagire
“Sicuramente guardando la classifica l’inizio è positivo. Ci sono delle sconfitte che fanno parte del percorso di una squadra neopromossa, ci sono dei deficit da andare a colmare piano piano, anche con il prossimo mercato. Ma in questo momento la classifica ci sorride, abbiamo fatto vittorie importanti e prestigiose come con il Monza, o a Carrara in 10 uomini, diciamo che la squadra in questo momento sta vivendo di alti e di bassi, come è normale che sia per una neopromossa, come è normale per una squadra giovane. E’ chiaro che adesso comincia la vera Serie B, le squadre si sono amalgamate, il campionato sarà sempre più complicato, quindi dobbiamo organizzarci meglio e magari a gennaio cercare di coprire i deficit con il mercato. Ma io sono fiducioso sull’obiettivo della salvezza che è quello che tutti ci auspichiamo”.
Siamo nella sosta per le Nazionali, chiedo a te che sei un talent scout, cosa può servire al calcio italiano per tornare a quello di cui parlavamo prima, degli anni 80, anni 90, i primi 2000, quando eravamo all’elite? Partire dai giovani?
“Bisogna rendersi conto che il tempo è passato, si va avanti, il calcio è globalizzato. Magari prima si scovava un talento per strada, oggi per strada si gioca poco o nulla, bisogna andare in strutture, scuole calcio. Io giro il mondo per il mio lavoro, e noto che comunque in altri paesi sono molto organizzati a livello di strutture, di settori giovanili, si investe molto. E questo credo che sia un motivo di questa crisi, non si investe più sia nelle strutture, nei settori giovanili ma lo stessi allenatori, badano più a prendere gli stipendi che a farlo per passione, a far crescere i giovani, a inculcare concetti calcistici che possano servire. Mi auguro che si possa essere una inversione di tendenza quanto prima”.
Cristiano infine, torniamo all’inizio. Ti aspetta questo viaggio in Argentina, una bellissima esperienza certamente. Tra i nomi che segui, ce n’è qualcuno dove magari anche l’Avellino può attingere qualcosa?
“Sono felice di questa esperienza, in passato sono stato spesso in Brasile, in Argentina è la prima volta. Ho seguito spesso ragazzi a San Paolo, magari con passaporto comunitario, ma credo che anche a Buenos Aures si potrà lavorare tranquillamente. Posso dire che io ho visionato giocatori di livello importante, parlo di Leo Perez dell’Hurracan, del Blanco dell’Union Santa Fé, sono giocatori importanti, di livello alto. Ma ilo credo che in Argentina ci sia un mercato talmente ampio, aperto, importante, che ci sono profili di tutti i tipi. Anche per la Serie B, ovviamente per la B serve un calciatore con passaporto comunitario, però ci sono tanti buoni calciatori da pescare anche dalla Serie B argentina, ricordiamo i vari Partore, Dybala, sono partiti da lì, quindi ce n’è per tutti i gusti. Soprattutto in quel ruolo”.
Cristiano grazie per la chiacchierata, ti auguriamo un buon lavoro e ti aspettiamo presto al Partenio
“Appena posso sarò dei vostri, mi sento sempre uno legato al territorio, alla terra e alle amicizie. Avellino è casa mia, sempre nel mio cuore e spero di tornare il prima possibile”.
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