Nicola Binda, giornalista della Gazzetta dello Sport appassionato di Serie B e C, intervistato da News.superscommesse.it ha raccontato la sua differenza tra la serie A e la B: “Negli ultimi 20 anni, rispetto a tutti i campionati top d’Europa, la Serie A è quello cresciuto meno, perché ha pervaso troppo individualismo e, di conseguenza, non ha prevalso l'intero sistema calcistico. Ciascuna società continua a pensa a sé; sono venti orticelli bellissimi, rigogliosi, ma unendoli insieme non creano un grande giardino. Non è stata cercata una strategia comune per dare valore al prodotto del massimo campionato italiano.

Si vedono molte partite inutili, con due terzi delle squadre pronte ad affrontarlo soltanto per non retrocedere, quindi per non perdere, giocando con poca spettacolarità; basti pensare a due club di livello mondiale, come il Milan e la Juventus, che si accontentano di terminare al quarto posto. Tutto questo è riduttivo e porta a un calo di pathos imbarazzante per la competizione. È un campionato che non ha la forza contrattuale degli altri maggiori europei, perché piace poco e non emoziona, come dimostrato dalle tante partite noiose terminate con uno scialbo 0-0.

In Serie B, anche se il livello tecnico è più basso, ci si diverte molto di più, perché le partite vengono giocate fino all’ultimo secondo e le squadre non si risparmiano”.

Sezione: News / Data: Mer 20 maggio 2026 alle 16:29
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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