Introduzione

Al “Picco” va in scena una partita speculare: 3-5-2 contro 3-5-2, densità centrale, duelli continui e pochissimo spazio tra le linee. Il risultato premia lo Spezia, ma la lettura collettiva racconta altro: l’Avellino controlla il possesso (59%), alza l’intensità soprattutto nella ripresa e costringe i liguri a difendere basso. Decide un singolo episodio nel primo tempo, non l’inerzia della gara.

Fase di possesso – Avellino

L’Avellino costruisce con struttura pulita e pazienza, cercando progressioni interne più che ampiezza forzata. Il baricentro resta medio-alto, con Palmiero riferimento posizionale e Palumbo chiamato a cucire gioco tra seconda e terza linea.

La circolazione è fluida ma poco penetrante: tanti ingressi in trequarti, meno rifiniture decisive. Il dato chiave è la mancanza di passaggi smarcanti a ridosso dell’area, che riduce la qualità delle conclusioni (xG complessivo 0.48).

Fase di possesso – Spezia

Lo Spezia accetta un possesso più diretto e verticale, con costruzione rapida e ricerca immediata della profondità su Artistico–Soleri. I bianconeri producono meno volume ma migliore qualità media delle occasioni (xG 0.92).

La scelta è chiara: difendere basso e colpire quando l’Avellino perde compattezza centrale.

Fase di non possesso – Avellino

Qui emerge il dato più interessante: PPDA molto basso nella ripresa (4.4). L’Avellino alza il pressing, accorcia le distanze tra i reparti e recupera palla più in alto, costringendo lo Spezia a una gestione difensiva prolungata.

La linea a cinque resta ordinata, con uscite aggressive dei braccetti e buona protezione del mezzo spazio. La squadra concede poco in continuità, ma paga caro un singolo errore di lettura nel primo tempo.

Fase di non possesso – Spezia

Blocco medio-basso, densità centrale e priorità alla protezione dell’area. Lo Spezia rinuncia a pressare alto con continuità e accetta fasi lunghe senza palla.

La compattezza è efficace, ma l’uscita palla è spesso sporca, segnale di una squadra più orientata alla gestione del vantaggio che al controllo territoriale.

Transizioni

Offensive Avellino: frequenti ma poco pulite. Buona riconquista, meno precisione nell’ultimo passaggio.

Difensive Avellino: generalmente efficaci, tranne l’episodio del gol subito.

Spezia: transizioni offensive chirurgiche, una sola vera occasione pesa quanto tutta la partita.

Momenti chiave

26’ – Gol Spezia (Artistico): attacco rapido, difesa sorpresa nella prima pressione, finalizzazione ad alta probabilità.

Secondo tempo: Avellino cresce per volume, corner (9-3) e presenza offensiva, ma senza sbloccare la gara.

Punti di forza (Avellino)

Controllo del ritmo e superiorità nel possesso

Pressing efficace nella ripresa

Struttura difensiva solida per lunghi tratti

Criticità

Bassa qualità dell’ultimo passaggio

Poche occasioni ad alto xG nonostante il dominio territoriale

Difficoltà a trasformare il volume in pericolosità reale

Conclusione

Sconfitta che non ridimensiona la prestazione: l’Avellino mostra identità, organizzazione e capacità di controllo. Ma in Serie B gli episodi pesano più del dominio. Serve più cattiveria negli ultimi 20 metri per trasformare partite come questa in punti.

Dal campo ai numeri

Statistica               Spezia         Avellino

Possesso palla        41%            59%

xG:                          0.92            0.48

Tiri in porta:               1                 1

Calci d’angolo:          3                 9

Sezione: Tra le Linee / Data: Ven 30 gennaio 2026 alle 14:34
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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