Una vera e propria impresa sportiva quella compiuta in questa stagione dall'avellinese Michele Criscitiello, giornalista, tifoso dichiarato dell'Avellino, CEO di Sportitalia e da qualche anno anche presidente della Folgore Caratese, squadra di serie D della Brianza. Dopo vari tentativi quest'anno il sogno è diventato realtà: la Folgore ha vinto il proprio girone, il B, ed è approdato tra i professionisti, in C. Un legame indissolubile con il territorio irpino: diversi i professionisti in squadra provenienti proprio dall'Irpinia, fino alla scelta della terza maglia di colore verde. Abbiamo allora ascoltato Criscitiello per farci raccontare questa splendida cavalcata e qualche novità in merito all'ormai consolidato Memorial 'Sandro Criscitiello'.

⁠Una promozione storica con la Folgore Caratese in C, da dove nasce questo successo? Siete partiti già con questo obiettivo o vi siete convinti di potercela fare strada facendo?
"Una promozione storica perché non è una piazza abituata al professionismo, hanno fatto qualcosa di simile 78 anni fa ma non era un vero e proprio professionismo ma un campionato semi-regionale. Non ci siamo arrivati facendo all-in o buttando soldi ma dopo un percorso, breve perché è stato il terzo campionato in cui ci ho provato seriamente. Ho investito sulle strutture, sull'organizzazione, sul settore giovanile, sullo stadio. Ci siamo arrivati vicini l'anno scorso ma poi abbiamo perso terreno e ha vinto l'Ospitaletto, quest'anno non c'è mai stata storia nonostante avessimo di fronte piazze che hanno speso molto più di noi come Chievo Verona, Milan Futuro, Pavia (che ora è nei playout), il Caldiero Terme che scendeva dalla C".

Quali obiettivi vi ponete ora in C? Che ruolo potrà recitare la Folgore da matricola?
"Ci arriviamo con l'umiltà della matricola ma la consapevolezza che in C la nostra organizzazione fa invidia anche a squadre di B. Umili calcisticamente ma convinti che potremo toglierci delle soddisfazioni. Obiettivi? Arrivare primi... nella parte destra della classifica". 

Ci potrebbero essere delle collaborazioni con l’Avellino in sede di mercato, come è stato l’anno scorso con Mutanda?
"Sì, per Mutanda siamo stati sfortunati perché aveva un infortunio e non ho ascoltato il mio staff tecnico che me lo aveva fatto presente. E' arrivato dalle Dolomiti Bellunesi infortunato e non ha mai giocato. Ma abbiamo già collaborato con l'Avellino in passato con Codraro e ci siamo trovati bene, Fusco quest'anno ma era ancora un po' acerbo. Ce ne possono essere altre e sono doppiamente felice se dovessero esserci calciatori che si spostano da ambo le parti, perché noi possiamo attingere dall'Avellino, ma se anche loro guardano in casa nostra ci sono due calciatori che possono fare al caso loro che ci stanno già chiedendo squadre come Cremonese, Pisa, Empoli. Sono Samotti, difensore centrale classe 2003, forte fisicamente e pronto, può fare anche il braccetto. E Bellia, terzino destro che arrivava dal Monza, 2007, di nostra proprietà, secondo me tra un paio di anni potrà fare la B".

Portare la squadra a Mercogliano in ritiro è mai stata un'ipotesi?
"Non credo ci siano le condizioni in questo momento, mi piacerebbe ma la strutture non ce lo consentono. Se ne parlerà l'anno prossimo in collaborazione con il sindaco Vittorio D'Alessio".

⁠⁠Parlando del Memorial, puoi anticiparci qualcosa? Quando si terrà e che squadre potrebbero essere coinvolte?
"Sto sondando un po' di squadre ma mai come quest'anno devo parlare con l'Avellino perché di solito lo facciamo coincidere con la presentazione della squadra. Dopo Avellino-Lazio gli avellinesi si aspettano sempre di più, giustamente, mi piacerebbe portare al Partenio un'altra grande squadra ma dal punto di vista morale e affettivo vorrei fare un Avellino-Folgore Caratese soprattutto dopo la promozione, una di B contro una di C che non è la classica formazione di terza serie ma una squadra mia con tanti avellinesi in rosa, nello staff, potrebbe avere un significato particolare. Vediamo, parliamo di fine luglio-inizio agosto".

Un giudizio sull’Avellino: che campionato è stato il primo in B? La squadra può centrare i playoff?
"Campionato straordinario. Playoff assolutamente sì, li merita perché ha fatto una cavalcata finale molto bella, vedere tutta quella gente a Empoli è follia totale, una città così piccola e pazza che porta tutta quella gente in trasferta è follia. Gli avellinesi sono pazzi, sono bellissimi, la verità è che non siamo una piazza da serie B ma da serie A. A vedere la Serie A di oggi non sarebbe più dire "cosa ci fa l'Avellino in A" come negli anni 80, con la tifoseria di oggi e la serie A di oggi l'Avellino può farla tranquillamente grazie anche a una proprietà forte. Oggi abbiamo i tifosi come sempre, spettacolari, un entusiasmo risvegliato e finalmente una proprietà fortissima e quindi non deve essere un sogno ma un obiettivo. L'unico grande handicap sono le strutture, io che sono fissato con le strutture dico che l'Avellino deve trovare una soluzione da questo punto di vista. Sta lavorando bene sul settore giovanile, Capobianco sta facendo un ottimo lavoro, risolto un problema ora bisogna risolvere quello delle strutture".

Sezione: Copertina / Data: Ven 08 maggio 2026 alle 13:00
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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