Claudio Foscarini, ex allenatore dell'Avellino, per poche settimane nel 2018, ha parlato a Radio Punto Nuovo del momento del club biancoverde, che ha chiuso l'andata con 31 punti, al terzo posto in Serie C. Parole anche sulle polemiche sul non gioco che i tifosi rivolgono alla squadra di Braglia. 
Queste le parole di Foscarini: "Io credo che il risultato dell'Avellino a fine girone di andata sia molto buono. Il gruppo ha dimostrato compattezza in un momento di enorme difficoltà, con il Covid che ha colpito la squadra nel girone di andata e gli infortuni. Poi davanti c'è una corazzata come la Ternana che penso che dovesse continuare così, non si riprende, e il Bari che comunque è costruita per andare in B. Io sono fiducioso in vista del girone di ritorno, questa squadra con un pò di continuità può fare bene e costruire cose importanti". 
Dibattito sulla mancanza di gioco all'Avellino: "Io ho una mia idea su questo dibattito, se è meglio la concretezza o ci vuole anche il gioco. Io credo che l'uno deve essere seguito dall'altro. Ci deve essere un bel gioco, un'armonia e poi di conseguenza porta anche i risultati. Vincere invece senza badare a fronzoli, credo che non paghi, ne in serie a e ne in serie C. Io penso che se si crea un'organizzazione, il gioco viene da se come i risultati poi. Braglia lo conosco bene, ha vinto tanti campionati di Lega Pro e ha sempre creato i presupposti di squadre organizzate, che giocavano anche bene. Quindi c'è poco da dire. L'Avellino ha qualche elemento di qualità ma per fare quel passo decisivo, per giocare bene, servirebbe anche qualcos'altro. Ho visto qualche partita dell'Avellino e mi è piaciuta la compattezza della squadra. Manca un pò di qualità e questo porta spesso i centrocampisti ad inserirsi. E' fondamentale per vincere le partite l'inserimento di centrocampisti". 
Aggiunta di un fantasista: "Darebbe qualità, avete menzionato Andrea Errico, è un ragazzo che può dare qualità e creatività alla squadra, magari con un 3-4-1-2, con il ragazzo dietro le due punte. E' un modulo che spesso vedo fare in Serie B. Tante squadre giocano ormai con il trequartista, per anni era un ruolo messo da parte, ora sta tornando di moda. E' un modulo che ti può creare alternative. E' un'idea, se magari il 3-5-2 è un pò troppo schematico". 
Su quelle 9 partite ad Avellino: "Fu un miracolo, avevo tanti giocatori non ottimali: i vari Gavazzi, Bidaoui, Vajushi, Morosini, tutti giocatori che venivano da infortuni e che non usai al top. Io credo che quella squadra avesse tanta qualità. L'uomo che crea superiorità numerica, che salta l'uomo, è quello che fa vincere le partite, che crea anche il famoso bel gioco. Mi porto ancora nel cuore quella bella serata a Terni". 
 

Sezione: Focus / Data: Mar 19 gennaio 2021 alle 15:00
Autore: Marco Costanza
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