L'Avellino saluta il 2025 con un altro risultato positivo, uno 1-1 a Bari che fa morale e muove la classifica, soprattutto interrompe un tabù che durava da anni visto che al San Nicola l'Avellino aveva vinto solo 3 volte e ha raccolto 3 pareggi, contando anche quello di questa sera: l'ultimo pari risale al 1988/89, quando finì 0-0. Un campo storicamente ostico in cui questa sera i biancoverdi hanno dato ancora una volta battaglia, non dandosi mai per vinti, e recuperando l'iniziale svantaggio firmato Dickmann con il colpo da carambola di Biasci sottomisura dopo il tiro dalla distanza di Russo respinto corto da Cerofolini. Avellino che rispetto alla gara del Partenio contro il Palermo ha arretrato leggermente il proprio raggio d'azione, ricordando forse più la partita di Catanzaro, ma è anche normale che fuori casa si giochi in maniera più accorta. Avellino che è comunque ripartito ogni qualvolta ne avesse la possibilità o trovasse gli spazi, basti ricordare l'imbucata di Sounas per Tutino non agganciata a pochi metri dalla porta, il cross di Missori da destra per Biasci, sempre nel primo tempo, il tiro di Palmiero da fuori, il gol appunto di Biasci, il tentativo di assist di Besaggio per Biasci nel secondo tempo. Insomma un Avellino vivo e combattivo, che ha tremato quando Gytkjaer lo ha graziato dopo pochi minuti calciando fuori una palla che era più facile spingere dentro a porta vuota, ma che ha poi preso le misure a un Bari che si conferma in difficoltà e porta a casa un punto meritato.
Bravo anche Biancolino a leggere subito la partita stavolta e a non tardare troppo i cambi: sotto di un gol il tecnico ha cambiato modulo passando dal 3-5-2 al 4-3-1-2 inserendo Russo per Milani, con l'attaccante che è andato a posizionarsi sulla trequarti, Missori è arretrato in difesa e Cancellotti si è spostato sulla sinistra, e Patierno per Tutino. Proprio Russo, come varie volte è successo, ha contribuito a togliere le castagne dal fuoco con quel tiro al 68' che ha innescato poi il gol di Biasci, giunto alla sesta marcatura in maglia biancoverde.
Risultato giusto in una partita equilibrata che non ha visto una squadra prevalere sull'altra, e che quindi fa più felice la squadra impegnata fuori casa. Avellino che con questo pareggio conclude un 2025 da incorniciare, che ha visto scrivere la storia il 19 aprile con la vittoria sul Sorrento valsa la promozione in B dopo 7 anni, e arrivare quasi al giro di boa (il girone di andata si chiuderà il 10 gennaio contro la Sampdoria) con 22 punti, decimo posto in classifica insieme al Padova. Un ruolino di marcia perfettamente in linea con gli obiettivi di una neopromossa che deve salvarsi senza troppi patemi, un 2025 sempre ad alti livelli con qualche caduta, qualche scivolone pesante, ma nel suo complesso positivo.
Cosa aspettarsi ora dal 2026? Innanzitutto di ricalcare gli stessi risultati del girone di andata, che conta fin qui 5 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte, magari migliorando qualche risultato deludente e provando, perché, a raggiungere anche la zona playoff, dove l'Avellino ha stazionato per diverse giornate in avvio di campionato. Un girone di ritorno che vedrà comunque trasferte difficili, come quelle di Monza, Venezia, Palermo, ma anche tantissimi scontri salvezza al Partenio. Un 2026 in cui, come ha detto di recente il presidente D'Agostino, la squadra deve consolidare la categoria, magari migliorando il cammino del girone d'andata, per gettare le basi per un campionato 2026/27 possibilmente alzando ulteriormente l'asticella. Ma prima va conquistata la salvezza, unico vero obiettivo di quest'anno.
Tra pochi giorni inizierà il mercato di riparazione, verrà ufficializzato l'ingaggio di Marco Sala e poi ci saranno da prendere un paio di difensori centrali. Il resto potrebbe essere qualche occasione dell'ultimo minuto ma l'Avellino non ha bisogno di altri grossi innesti. Piuttosto di cedere i tanti calciatori in esubero: Manzi, D'Angelo, Panico, Marchisano (già accordatosi col Giugliano), Redan, De Cristofaro, forse anche Rigione, Cagnano, Gyabuaa, Lescano, solo per citarne alcuni. Gli altri acquisti potranno arrivare dall'infermeria con i recuperi di Favilli e D'Andrea, oltre ai vari acciaccati come Insigne, Crespi, Kumi. Interventi mirati atti a consolidare una squadra che sta facendo vivere ai suoi tifosi un viaggio straordinario in questo ritorno in serie B, e che ci auguriamo possa proseguire ancora a lungo, regalandoci ulteriori e maggiori soddisfazioni.
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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