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Tesser: “Avellino outsider più accreditata. Primo posto? Difficile, ma mai dire mai. Ricordo l’affetto degli irpini”

Attilio Tesser è stato ospite di Linea Verde Sport, su SportChannel. L'ex tecnico dell'Avellino ha parlato del campionato di Lega Pro, del cammino dei biancoverdi e della sua esperienza in Irpinia: "Credo che il primo...

redazione TuttoAvellino

Attilio Tesser è stato ospite di Linea Verde Sport, su SportChannel. L'ex tecnico dell'Avellino ha parlato del campionato di Lega Pro, del cammino dei biancoverdi e della sua esperienza in Irpinia: "Credo che il primo posto sia un discorso per Ternana e Bari, ma nel calcio mai dire mai. Io con la Cremonese ho recuperato 11 punti all'Alessandria (di Braglia, ndr). L'Avellino è la prima delle outsider, è meritatamente terzo in classifica. Lo spettacolo è sempre relativo, è bello vedere una squadra propositiva che ha una sua identità, poi si può giocare bene o meno bene. Ma è importante vedere un grande spirito di squadra, giocatori di qualità che combattono in campo, che costruiscono azioni. Fare un calcio compatto e propositivo. La Lega Pro è una battaglia continua, come la Serie B, sono due campionati intensi, vince chi è più squadra. Poi se nel gruppo c'è un calciatore forte, si può vincere anche con qualche giocata individuale.

Il gol di Luigi Silvestri contro la Turris nasce da uno schema e quando ti riesce una giocata del genere ti regala enormi soddisfazioni, perché significa che quanto fatto in allenamento ha funzionato. Gli attaccanti? Con me Mokulu e Trotta fecero il record di gol ad Avellino, Castaldo fu squalificato fino a dicembre ma quando andò via Trotta per noi divenne fondamentale. Braglia? Caratterialmente è tutto quello che ha fatto vedere ad Avellino, una bravissima persona, un bravo allenatore e un ottimo calciatore. Ha il fuoco dentro. Quando l'Avellino ha ufficializzato Braglia ho detto subito che aveva preso un tecnico competente, che lavora bene nelle piazze come Avellino. Con lui viaggiavo sempre assieme per raggiungere il campo di allenamento, quando giocavamo insieme. Per me era Pierino la Peste.

Delle volte i nomi non bastano, a volte ci sono calciatori meno conosciuti che possono fare bene ugualmente. A gennaio bisogna inserire gente che ha fame, che quando gioca in piazze importanti ha la mentalità giusta. Ho trovato gente qui a Udine che ama l'Avellino e io di gente che ama l'Avellino ne ho trovata tanta. Sono stato meno di un anno in Irpinia, ho raggiunto una salvezza e ho toccato con mano l'affetto della gente d'Irpinia, quando sono venuto con la Cremonese sono stato osannato e questo mi emoziona ancora oggi".