Mario Piga: "L'Avellino deve affrontare ogni partita come una battaglia e i tifosi stargli sempre vicino"

15.02.2019 15:20 di redazione TuttoAvellino Twitter:    Vedi letture
Mario Piga: "L'Avellino deve affrontare ogni partita come una battaglia e i tifosi stargli sempre vicino"

Mario Piga, storico attaccante dell'Avellino ai tempi della serie A, sardo di origini parla del momento dei Lupi a Radio Punto Nuovo: "Sono tempi lontani i miei ma speriamo di tornarci. Speriamo che faccia bene in questo campionato, siamo in ripresa speriamo di non commettere più errori e puntare alla promozione in C. Ci sono Lanusei, Latte Dolce, tante buone squadre, ci sarà da battagliare. E' un campionato in cui ci sono diverse squadre che puntano al primo posto, bisogna sbagliare il meno possibile e pensare solo a vincere sempre e scendere in campo col coltello tra i denti e non dare all'avversario la possibilità di nuocere. Bisogna cercare di creare un gruppo unito tra squadra, società, allenatore, pubblico e stampa. Se tutte e cinque le componenti remano nella stessa direzione alla fine i conti torneranno.

Gli errori sono stati fatti, un po' è mancata mentalità un po' è stato preso sottogamba un campionato che vale quasi come una C2, bisogna scendere in campo con la cattiveria giusta, concentrati partita dopo partita. Ogni partita deve essere una battaglia. Non l'ho visto giocare quest'anno quindi non posso giudicarlo, gli attaccanti sono fondamentali per una squadra ma mi sembra che si stanno comportando bene. A Sassari l'ambiente è caldo, specialmente il Latte Dolce sta andando meglio della Torres, c'è entusiasmo e un discreto seguito di pubblico. Per uscire indenne dalla trasferta si deve fare una grande prestazione.

I tifosi dell'Avellino devono sostenere la squadra il più possibile, incoraggiarla anche se le cose non vanno benissimo, anzi in quei momenti il tifoso deve dare il proprio aiuto. Ricordo che con l'aiuto dei tifosi facevamo risultati impensabili con squadre come Juve, Milan, Roma, Inter. Il pubblico è fondamentale, a noi dava una forza incredibile, andavamo il sabato sera al Jolly Hotel e la domenica alle 11 eravamo in terrazza davanti a duemila persone che venivano a incoraggiarci, entravamo in partita già dalle 11 di mattina. Il pubblico deve tornare importante come in quei tempi. Ammiro quei tifosi che si sobbarcano trasferte anche costose e questo deve essere uno stimolo per i calciatori".