Ospite della trasmissione Un lupo in famiglia di Prima Tivvù, Gabriele Bernardotto, attaccante dell'Avellino, ha parlato di diversi temi inerenti la sua stagione ai lupi, del suo passato, della stagione 2018-19 al Lanusei e tante altre curiosità. 
Queste le parole dell'attaccante: "Ringrazio tutti i tifosi e la gente di Avellino per tutto l'affetto che mi stanno dimostrando. Da quando sono arrivato mi hanno regalato tanto affetto e tanto calore e sono davvero felice. Voglio ripagare la loro stima con il massimo impegno, io do tutto in campo per questa maglia e spero di poter fare sempre meglio, perchè è una piazza che merita tanto". 
La trattativa con l'Avellino: "Sono stato vicino ai lupi nell'estate 2019, poi non se ne fece nulla. Poi la scorsa estate ho letto degli interessi dell'Avellino, poi quando è arrivata la chiamata di Di Somma non potevo crederci e non ho esitato a dire sì. Era un mio desiderio venire in una piazza così importante e sono davvero felice di esserci. Per me è stato un salto di qualità importante e ora voglio giocarmela con tutti per migliorare ancora, visto che questo è solo il mio secondo anno tra i professionisti dopo quello con la Vibonese". 
Il passato di Berna: "Io ho iniziato da giovane, ho fatto 3 anni ad Anzio in Serie D. Poi ho fatto Trastevere e Lanusei con mister Gardini che ringrazierò per sempre, perchè mi ha fatto crescere tanto e grazie a lui sono potuto esplodere in quella famosa stagione in cui c'era l'Avellino come avversario che mi ha notato. Da lì poi sono andato alla Vibonese e poi è arrivato l'Avellino". 
La stagione del Lanusei: "E' stato un anno che non dimenticheremo mai, almeno io personalmente. Abbiamo sfiorato l'impresa con una piazza così piccola, sfidando squadre blasonate, tra cui c'era l'Avellino e per poco non facevamo il colpaccio. E' stato un bel duello, fino a quella finale. A Rieti siamo entrati in campo determinati ma da subito si è vista la differenza, l'Avellino voleva quella promozione, poi spinta da quel pubblico clamoroso, ci voltavamo e tremava la tribuna, cose assurde davvero, mai viste da calciatore. Noi eravamo tutti ragazzi che non avevamo questa esperienza e quindi vedere quel pubblico era incredibile". 
Su Modica: "Lo ringrazio perchè mi ha voluto nel mio primo anno di Serie C. Lui gioca con un tridente con attaccanti brevilinei e quindi all'inizio avevo delle difficoltà ma poi con il lavoro e il sacrificio mi sono ritagliato il mio spazio e lo devo ringraziare per la fiducia che mi ha dato. Non mi aspettavo di poter giocare così tanto". 
Allenatori di Serie D: "Ci sono diversi allenatori che possono fare la Serie C ma anche altre categorie. La differenza è mentale e di ritmo, tra la D e la Lega Pro".
Un non goleador: "Non sono un bomber, praticamente quella stagione a Lanusei è stata la migliore dal punto di vista realizzativo. Mi dispciace questo, perchè nonostante io lotti per la squadra, sono uno che è sempre generoso e magari propizia i gol, la gente a fine anno poi guarda i tabellini e vede quanti gol hai fatto e se ne fai 4-5, poi magari ti dimentica. Questa è una cosa che mi da un pò fastidio ma devo crescere sull'aspetto del gol. Per adesso, io sono felice di quello che sto facendo e sono orgoglioso di vestire questa maglia. Fulcro del gioco? Diciamo che è una caratteristica che mi si addice". 
A chi mi ispiro: "L'ho detto spesso, anche alla presentazione, che mi ispiro a Lukaku, Certo lui fa due gol a partita in Serie A, ma per modo di lottare e giocare mi piace molto e fisicamente lo vedo abbastanza simile". 
Il carattere: "Sono un tipo molto sensibile, molto altruista, ci metto sempre il cuore su ogni cosa che faccio. Sono fidanzato da 6 anni e per ora va bene così. 3 cose che non possono mancare? Play Station, pallone e mangiare. Sono appassionato di Play Station, ma pure con la squadra. Piatto preferito? Carbonara". 
Il futuro: "Io spero di togliermi tante soddisfazioni con il calcio, perchè mi sta dando tanto. Spero di poter salire anche in altre categorie, magari con l'Avellino".
 

Sezione: Copertina / Data: Gio 21 gennaio 2021 alle 16:32
Autore: Marco Costanza
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