Il post partita di Monza è stata l'occasione non soltanto per parlare della partita con mister Biancolino e ascoltare il suo pensiero su una sconfitta arrivata comunque con onore, ma anche per ascoltare per la prima volta il suo parere sul calciomercato invernale dell'Avellino, dopo la chiusura del trasferimenti. In settimana c'è stata infatti la conferenza stampa del ds Mario Aiello, che si è detto soddisfatto delle operazioni confermando di aver "centrato tutti gli obiettivi, sia in entrata sia in uscita", ma non è stato esattamente sulla stessa lunghezza d'onda ieri Biancolino in conferenza stampa. "Guardiamo avanti, quel che è stato fatto è stato fatto, forse si poteva fare qualcosa di più, forse si poteva restare come siamo, non è corretto ora parlarne per rispetto dei ragazzi che fanno parte della squadra. E' il momento di unirci e andare avanti così, pensando solo a raggiungere il nostro obiettivo".

Una risposta elusiva, che non nasconde una certa insoddisfazione da parte del tecnico per quanto è stato fatto in sede di calciomercato: sia chiaro, Biancolino non si è detto deluso, ma neanche contentissimo. Il suo "girare attorno alla domanda" cela probabilmente altri sentimenti che il tecnico ha preferito giustamente non esprimere, per rispetto di chi fa parte di questa rosa come ha detto lui stesso, e perché sarebbe inutile ora a liste chiuse. Meglio pensare solo a far bene con questi a disposizione, per centrare quanto prima la salvezza. Resta il dubbio su cosa non abbia convinto l'allenatore: un ruolo specifico non coperto a dovere? Un giocatore che non è arrivato? Una partenza non fatta? Un innesto che non aveva richiesto? Per il momento non è dato saperlo e non serve a nulla polemizzare, ma va registrata questa insoddisfazione "inespressa" in sede di mercato.

Non solo: sempre in conferenza Biancolino non ha fatto mistero di "aspettarsi di più da chi è subentrato, per nome, per conoscenza della categoria, sono amareggiato perché stiamo parlando di giocatori importanti che possono dare tanto a questa squadra" per aggiungere poi "L'allenatore può arrivare fino a un certo punto, sta alla coscienza del giocatore capire la situazione e capire se deve lavorare di più o molto di più". Il riferimento sembra chiaro a Tutino, che tolto il gol alla Sampdoria, continua a non incidere come dovrebbe. Meno a Pandolfi e Insigne: sul primo ha comunque chiarito a nostra specifica domanda che si sarebbe aspettato di più nel far salire la squadra e tenere palla, ma è anche alla sua prima partita entrando solo all'80'; il secondo ha giocato solo dieci minuti scarsi. E' probabile quindi che il tecnico abbia voluto spronare ulteriormente un attaccante arrivato con aspettative alte, e che finora sta lasciando ancora in parte inespresso il suo potenziale.

Sezione: Copertina / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 15:00
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
vedi letture
Print