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Fella: “Sono tornato perchè questa è una piazza ambiziosa. Braglia ti motiva e sa come vincere”

Fella: “Sono tornato perchè questa è una piazza ambiziosa. Braglia ti motiva e sa come vincere”

Ospite del programma "Un Lupo in Famiglia" di Prima Tivvù, l'attaccante dell'Avellino, Giuseppe Fella, si è raccontato e ha parlato della stagione in Irpinia e di tante curiosità.  Queste le sue...

Marco Costanza

Ospite del programma "Un Lupo in Famiglia" di Prima Tivvù, l'attaccante dell'Avellino, Giuseppe Fella, si è raccontato e ha parlato della stagione in Irpinia e di tante curiosità. Queste le sue parole: "Sono contento di essere tornato, non sapevo nulla fino al giorno prima del mio arrivo ad Avellino, è stata una trattativa nata all'improvviso e chiusa rapidamente. L'ultimo giorno di mercato c'è stata la chiamata del mio procuratore che mi ha detto anche dell'interessamento dell'Avellino. C'erano anche altre 2-3 squadre ma io ho scelto Avellino per tanti fattori. Per la piazza, per l'ambiente, per il progetto. Peccato non ci siano i tifosi, ci avrebbero spinto davvero tanto. A me piace giocare con i tifosi, anche giocare in trasferta davanti a migliaia di spettatori mi carica. Speriamo che presto possano tornare sugli spalti". Cavese e Monopoli: "Sono state 3 annate importanti dove sono cresciuto molto e dove ho dato il meglio di me. Ho fatto molto bene, sono migliorato anno dopo anno. E' cambiata anche la mia mentalità, sono maturato di più. Un allenatore che mi ha dato molto è stato Modica. Non ho avuto un rapporto ottimale con lui alla Cavese ma mi ha dato una grande forza mentale". Differenze Serie D e Serie C: "Differenze sottili, oltre al fatto che passi dal dilettantismo al professionismo. Ci sono giocatori ottimi anche in Serie D, che è cresciuta molto come categoria. A livello tecnico non è molto inferiore alla Lega Pro. Una cosa che non mi piace in Serie D e la trovo penalizzante è quella dell'obbligo di far giocare gli under. La trovo una cosa poco educativo per la crescita dei giovani. Io penso che se sei bravo devi giocare, non perchè c'è una regola. Non c'è il modo di crescere davvero o di capire se un ragazzo gioca perchè è bravo o perchè deve giocare". Il ruolo della famiglia: "Ha inciso moltissimo. In modo particolare da quando sto convivendo e da quando è nato mio figlio. Anche la famiglia, come genitori, mi hanno dato il massimo. In particolare quando sono andato lontano a Cittadella, sia i miei genitori che la mia ragazza mi hanno dato un grande supporto e una grande forza. Il settore giovanile del Cittadella è al top: prendono pochi giocatori da fuori, fanno tutto in casa. Prendono molti giocatori dalla C e dalla D e li fanno crescere. Hanno creato un progetto straordinario". Le caratteristiche: "A me piace venire incontro e attaccare la profondità e anche tirare da fuori e creare gli spazi. Un compagno ideale? Un pò con tutti, l'importante è che mi dia un appoggio con cui dialogare. I compagni d'attacco all'Avellino sono tutti ottimali, abbiamo caratteristiche diverse tutti e quindi mi trovo bene con ognuno di loro". Il suo idolo: "A parte Ronaldo dell'Inter che mi è sempre piaciuto, mi piace tanto Kakà. Sono cresciuto nel suo mito. Ora mi rivedo un pò con Lautaro Martinez". Su Braglia: "Mi trovo molto bene, ha un dna vincente e sa cosa vuole. Sta facendo ruotare molto gli uomini ma anche quando magari ti fa partire dalla panchina ti tiene sempre sul pezzo, ti fa sentire come se stessi già giocando. A me sta chiedendo anche molto il lavoro di sacrificio, di lottare, di tornare a dare una mano. Si sta comportando bene con tutti". Sul gruppo e il calciatore con cui ha più legato: "Un pò con tutti ho legato, con Carriero ho un rapporto un pò più stretto avendo già giocato insieme a Monopoli l'anno scorso. Il gruppo è compatto e molto sereno". I derby: "Sono belli, è giusto che ci sia lo sfottò tra le parti, c'è adrenalina, ma deve finire lì. Quest'anno li stiamo vivendo senza tifosi ed è bruttissimo, sembrano amichevoli, senza adrenalina". Il gol più bello: "Sono indeciso tra tre. Le due rovesciate, l'anno scorso a Monopoli e quest'anno con il Catanzaro e il gol al Bari sempre l'anno scorso". Il carattere: "Sono un ragazzo abbastanza pacato e sta sempre nel suo, sono anche abbastanza timido. Tre cose che non devono mancare? La mia famiglia, il calcio e poi nulla di particolare. Piatto preferito? O una pizza o un panino al pub".