Giovanni D'Agostino, amministratore unico IDC, proprietà dell'US Avellino, ha parlato a Tuttoc.com, analizzando il momento nero in casa Avellino e le voci su De Vito e la prossima stagione.
Queste le sue parole: "Il calcio, per come la vedo io, dovrebbe unire. Soprattutto in una zona come la nostra, dove è una delle poche cose davvero trasversali della provincia, non deve dividere. E invece ci siamo disuniti: vuol dire che non siamo stati bravi noi come club, in tutte le sue componenti, a compattare l'ambiente. Non siamo stati bravi a mediare fra tutte le parti in gioco, dai tifosi alla stampa. Io penso che in questo momento ognuno, a seconda del proprio ruolo, debba fare un passo indietro rispetto alle proprie posizioni. L'obiettivo è sempre quello: unire. Io lo dico chiaramente: dobbiamo uscire da questo momento".
Sulla contestazione: "La contestazione è più che legittima, basti pensare che abbiamo perso due partite in casa di fila e sotto la nostra gestione una cosa del genere non era mai successa. Penso che la nostra sia una tifoseria sana, che non ha mai chiesto nulla e scevra da interessi personali: i toni sono stati duri, ma nel calcio non bisogna essere permalosi. Oggi mi chiamano nel peggiore dei modi ma credo che in questo ruolo non si debba mai perdere lucidità. Quando perdi la pazienza si diventa poco lucidi e si fanno danni. Ma una cosa devo dirla. Una cosa per cui non mi piace essere criticato, però, è sulla gestione arbitrale: mi dicono di farci sentire in lega, come se noi non avessimo polso. È vero che nelle ultime tre partite ci sono stati diversi episodi e io ho fatto anche diversi passaggi col nuovo presidente Marani in merito, però alla fine bisogna anche rendersi conto delle difficoltà che affronta un arbitro. E poi sono convinto che gli errori arbitrali si compensino nel corso di una stagione. Spero accada, alcuni nelle ultime gare sono stati a dir poco clamorosi".
Su De Vito: "E' diventato un bersaglio in maniera molto dura. Io non ricordo una contestazione così dura nella nostra gestione: oggi i capri espiatori non servono e non li cercheremo. Il contratto del direttore sportivo è stato fatto, a suo tempo, per un anno e mezzo, ciò vuol dire che è in scadenza a giugno: le valutazioni andranno fatte a fine stagione, è questa la mia idea. Del resto le prossime due partite contro Catanzaro e Foggia saranno sono prove di playoff e serviranno anche a valutare meglio i calciatori arrivati a gennaio, in un mercato che è stato giudicato positivo da molti addetti ai lavori. Nelle prossime nove gare, più i playoff, vedremo di che pasta siamo fatti e io sono fiducioso: paradossalmente, giochiamo meglio contro squadre più organizzate e competitive. Siamo aggrappati ai playoff e l'obiettivo è raggiungere una posizione che ci consenta di affrontarli nel migliore dei modi".
Su Giannitti: "Potete immaginare il mio telefono, negli ultimi giorni, cosa è diventato. Tutti vedono Avellino come la gallina dalle uova d'oro: siamo una società seria e tanti si sono fatti avanti. Nel caso specifico, io personalmente non ho parlato con Giannitti. Non abbiamo avuto contatti, se poi ha parlato con qualcun altro in società non so chi possa essere ma non credo sia avvenuto".
Su Rastelli: "È una situazione diversa, il mister è arrivato a ottobre dopo l'esonero di Taurino ed è una scelta che ha migliorato la situazione. Al di là del momento critico attuale, all'epoca eravamo in zona playout e oggi siamo in zona playoff. Inoltre, ha un contratto diverso. Anche i movimenti del mercato di gennaio sono stati portati avanti in sinergia da Rastelli e De Vito. Sono cambiate un po' le dinamiche: siamo partiti con un progetto giovane e non ha funzionato, oggi possiamo dire che abbiamo sbagliato la prima parte di stagione".
Sugli obiettivi: "Oggi guardiamo agli obiettivi che possiamo raggiungere. Vogliamo posizionarci il più in alto possibile in queste nove gare. Adesso guardiamo da qui a fine stagione, a partire da cosa succederà nelle prossime due gare, che per me sono fondamentali per capire se possiamo giocarci a giugno la possibilità di inseguire il nostro sogno. Il 2 marzo scade la possibilità di depositare il premio collettivo, dopo il Crotone sembrava che se ne fossero create le possibilità. Dopo le tre sconfitte consecutive, abbiamo avuto un confronto lungo e anche dai toni duri con i giocatori, che ha coinvolto anche il presidente: speriamo sia stato costruttivo, noi abbiamo cercato di stimolarli anche ricordando loro che quel premio è sempre lì, che possono raggiungerlo. Non crediamo nei playoff come se fossero un'utopia, ma come un obiettivo che possiamo inseguire. La scossa di un cambio di gestione fatto oggi mostrerebbe debolezza da parte della società: le scelte si fanno con programmazione. Se domani vedremo che le cose continuano a peggiorare faremo le scelte opportune, ma sempre con programmazione. Del resto, abbiamo già dimostrato a tutti che, se andiamo in rottura non abbiamo paura di fare mosse, anche di risoluzione, importanti. Per questo dobbiamo essere tutti uniti come ambiente. Non si esonera un direttore per una contestazione e allo stesso tempo ho fiducia nella tifoseria, che tra l'altro ci segue sempre anche fuori: già nelle ultime 48 e 72 ore stanno lanciando dei messaggi per calmare la situazione. Non conviene a nessuno rompere il giocattolo".
La spiegazione delle 3 sconfitte: "Tre sconfitte diverse. Se guardiamo alle singole partite, col Cerignola l'abbiamo regalata e non possiamo girarci attorno. Per il resto, penso sia stato un problema di concentrazione: nelle prime due gare abbiamo commesso errori individuali. Non lo so, forse la vittoria col Crotone ha illuso qualcuno. Nell'ultima partita abbiamo preso gol a difesa schierata e abbiamo perso subendo un tiro in porta: sono cose che deve analizzare il mister, lo farà e spero trovi delle risposte nel lavoro quotidiano. Al netto degli errori che ci hanno portato alle sconfitte con Cerignola e Viterbese, l'ultima partita è un campanello d'allarme: anche il rigore sbagliato e il gol annullato sono episodi in un quadro non entusiasmante. Però voglio essere positivi. Può sembrare paradossale, ma è meglio che i problemi escano ora: non dimentichiamo che il Palermo l'anno scorso ha vinto i playoff da quinto in classifica, noi per esempio aspettiamo Dall'Oglio che rientrerà a breve e ci può ricordare che le imprese si possono realizzare".
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