Una sconfitta amara per l’Avellino di Rastelli. Un primo tempo equilibrato, poi c’è stato un calo fisico che ha regalato la vittoria al Brescia: «Siamo durati 45 minuti – dichiara Massimo Rastelli nel post gara – Abbiamo disputato un buon primo tempo con grandissima pressione. Con l’atteggiamento messo in campo era chiaro che dovevamo sbloccare la gara. Spendendo tanto e pressando sempre altissimi, la squadra nel secondo tempo ne ha risentito. Poi i primi caldi si sono fatti sentire. Il Brescia pian piano ha preso campo sfruttando tutti errori dell’Avellino perché su azioni di gioco non è riuscito mai a creare problemi. Ha creato tre occasioni da gol su tre errori dell’Avellino, sono ripartiti e ci hanno creato difficoltà compreso il gol arrivato nel finale». La svolta poteva arrivare nella prima frazione di gioco con la doppia chance di Castaldo. Anche questo è stato il segno del destino di una partita nata storta: «Un girone di ritorno che non ci sta premiando per quello che si fa. Tutti gli episodi che nel girone d’andata era dalla nostra parte, adesso sono dalla parte degli avversari e noi alla lunga non abbiamo la forza per ribaltare le situazioni».
Il Brescia sul piano della personalità è sembrata più squadra: «Parliamo del Brescia. Non so se vi siete resi conto di chi c’era in campo. Tantissimi giocatori che avevano militato in serie A, quindi si vedeva la struttura di squadra: esperienza, fisicità, qualità. Hanno giocato per certi versi un po’ come il gatto col topo. Ci hanno fatto sfogare senza concederci grandi cose, poi pian piano hanno aspettato per poi colpirci. Dispiace aver preso un gol nel finale. Avevo detto ai ragazzi di stare equilibrati e di non perdere palle perché ormai si vedeva che non avevamo la forza per vincere e la partita non si doveva perdere ».
Sulle scelte iniziali: “Biancolino ha fatto un’ottima gara pur essendo la prima gara da titolare. Raffaele ha fatto quello che mi aspettavo, l’ho tolto solo perché aveva crampi ed era stanco. Per cui ho cercato di mettere forze fresche, anche se purtroppo i rifornimenti in attacco erano a corrente alternata soprattutto a destra dove Davide (Zappacosta, ndr) non è mai riuscito a saltare l’uomo. Da Galabinov mi aspettavo qualcosa in più. Oggi i cambi mi hanno dato poco».
Anche il punto sarebbe stato importante: «Quando perdi queste partite e quando vedi un calo così forte nella ripresa, si cerca di capire e analizzare i perché. La cosa che mi da fastidio è stato prendere gol alla fine. Una squadra con più esperienza, lucidità e testa avrebbe dovuto portare a casa un risultato positivo che sarebbe stato un ottimo risultato visto anche gli altri risultati della giornata. Un punticino che avrebbe fatto pure morale».
I tifosi a fine gara hanno detto “Noi ci crediamo”, l’Avellino ci crede? «Giocare con tre punte e con un atteggiamento offensivo, significava che la squadra voleva la vittoria. Poi nella ripresa dovevi amministrare il risultato, se non fai gol o crei poco, alla lunga la squadra con un maggiore tasso tecnico viene fuori e se tu hai poca lucidità ed intelligenza, queste partite come abbiamo fatto le perdi».
Giovedì il derby. Una gara scontata sulla carta, ma non lo sarà. L’Avellino da che cosa deve ripartire: «Bisogna ripartire dalle cose positive. Analizzare le cose non hanno funzionato, far tesoro degli errori fatti e ricaricare velocemente le batterie perché sappiamo che è una partita importante perché è un derby sentito da tutte e due le tifoserie. La Juve Stabia giocherà la partita della vita perché vorrà batterci, per cui dovremo essere attenti e preparati sapendo che affronteremo uina squadra che ci aspetterà con il coltello tra i denti».
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